Vinitaly 2026 : Il Lazio apre le porte della ” Dolce Vita” a Verona

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VERONA – Con il taglio del nastro presso l’ingresso Cangrande di Veronafiere, è stato ufficialmente inaugurato il Padiglione Lazio per la 58ª edizione di Vinitaly. Uno spazio di oltre 2.000 metri quadrati che quest’anno non si limita a esporre bottiglie, ma invita il mondo intero a immergersi in un’esperienza sensoriale totale. Il claim scelto per il 2026, “Scopri la Dolce Vita: benvenuti nel Lazio”, segna un cambio di passo strategico per la regione, puntando tutto sul legame indissolubile tra eccellenza enologica, accoglienza e stile di vita.

Sotto l’egida di Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) e in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, la regione si presenta con una veste unitaria e potente. Il padiglione ospita quest’anno 61 realtà enologiche, tra cui 58 aziende d’eccellenza e tre consorzi di tutela fondamentali per l’identità del territorio:

Roma DOC: il brand che sta conquistando i mercati internazionali.
Cesanese di Olevano Romano: l’orgoglio del rosso autoctono.
Atina DOP: la perla della Valle di Comino.
“Non abbiamo solo il padiglione più bello della fiera,” ha dichiarato il presidente di Arsial durante l’apertura, “abbiamo portato a Verona l’anima di un territorio che ha saputo trasformare la propria storia millenaria in un asset economico moderno e sostenibile.”

L’allestimento è un omaggio all’estetica italiana degli anni ’60 rivisitata in chiave contemporanea. Spazi ampi, luce naturale e percorsi fluidi facilitano l’incontro tra produttori e buyer. Il concept della “Dolce Vita” permea ogni angolo, suggerendo che un bicchiere di Frascati Superiore o di Est! Est!! Est!!! non è solo un prodotto, ma il preludio a un viaggio tra le bellezze paesaggistiche e monumentali del Lazio.

Il Lazio che si presenta a Vinitaly 2026 è una regione che gode di ottima salute economica e agronomica. I dati presentati durante la giornata inaugurale confermano che il settore vitivinicolo è ormai uno dei pilastri dell’export regionale.

Il vigneto laziale si estende oggi su circa 18.000 ettari, alimentando oltre 350 cantine attive. La produzione annua si attesta intorno ai 730.000 ettolitri, con una composizione che ne riflette la vocazione storica:

75% Vini Bianchi: Malvasia e Trebbiano restano i sovrani, ma con una qualità tecnica mai raggiunta prima.
25% Vini Rossi e Rosati: in costante crescita grazie al recupero dei vitigni autoctoni come il Nero Buono e il Cesanese.
Il Lazio vanta un patrimonio di biodiversità straordinario con ben 37 vitigni autoctoni ufficialmente riconosciuti. Questa ricchezza è il cuore pulsante delle Masterclass in programma nel padiglione, dove la Fondazione Italiana Sommelier guida degustazioni “blind tasting” per confrontare le etichette laziali con i grandi classici internazionali.

La tendenza emersa chiaramente è il passaggio generazionale: moltissime delle aziende presenti sono guidate da giovani imprenditori e donne, che hanno saputo integrare la sostenibilità ambientale (con un aumento significativo delle certificazioni BIO e SQNPI) con le più moderne tecniche di marketing digitale.

Il Padiglione Lazio a Vinitaly 2026 non è solo un luogo di transazione commerciale, ma un centro culturale vibrante. Il programma della quattro giorni veronese è fittissimo e mira a consolidare il posizionamento del Lazio come destinazione leader per l’enoturismo.

I Momenti Clou del Programma

Le Grandi Masterclass: Focus specifici sui vini vulcanici dei Castelli Romani e sulle potenzialità di invecchiamento dei bianchi laziali, spesso sottovalutate in passato.
Showcooking e Abbinamenti: In collaborazione con chef stellati del territorio, il vino viene presentato nel suo habitat naturale: la tavola, esaltando la cucina regionale recentemente entrata nel patrimonio Unesco.
Incontri B2B: Un’area riservata esclusivamente ai buyer provenienti da USA, Canada e Far East, mercati che stanno mostrando un interesse crescente per la denominazione “Roma DOC”.
La sfida lanciata da questo Vinitaly è chiara: trasformare il Lazio da “regione del vino della casa” a “terra di eccellenze identitarie”. Gli investimenti regionali sono orientati a supportare le aziende nella sfida del cambiamento climatico e nell’efficientamento idrico, temi discussi nei convegni tecnici ospitati nell’area istituzionale.

L’inaugurazione del Padiglione Lazio a Vinitaly 2026 segna l’inizio di una nuova era. La “Dolce Vita” non è un’operazione nostalgia, ma una visione strategica: vendere un’emozione, un territorio e un’identità che ha nel vino il suo ambasciatore più raffinato.

Il Padiglione Lazio rimarrà aperto presso l’area antistante l’ingresso Cangrande fino al 15 aprile, con eventi quotidiani che spaziano dalle degustazioni tecniche ai talk sull’economia del vino.

Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)


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