La Giunta Regionale del Lazio ha approvato un massiccio piano di investimenti da 153,8 milioni di euro, segnando quello che il Presidente Francesco Rocca definisce come un “punto di non ritorno” nella gestione della sanità pubblica regionale. Non si tratta di una semplice manutenzione ordinaria, ma di una manovra strategica che punta a saldare il debito di innovazione che il territorio ha accumulato negli ultimi decenni.
Il piano, approvato su proposta dello stesso Presidente Rocca, mira a trasformare radicalmente l’esperienza del paziente attraverso due direttrici chiare: l’ammodernamento infrastrutturale (edilizia sanitaria) e il potenziamento tecnologico di ultima generazione.
«Questi fondi rappresentano un utilizzo responsabile e lungimirante degli avanzi di amministrazione, reinvestiti interamente per la salute dei cittadini», ha dichiarato Rocca. «Vogliamo costruire una sanità pubblica moderna, equa e, soprattutto, vicina ai bisogni reali delle persone».
I Numeri del Piano: Distribuzione e Priorità
Il cuore dell’operazione risiede nella capillarità degli interventi. Il totale di € 153.829.693 è stato ripartito tra tutte le Aziende Sanitarie Locali (ASL), i Policlinici universitari e le Aziende Ospedaliere, seguendo criteri di fabbisogno tecnico e urgenza clinica.
Azienda Sanitaria / Ente
Stanziamento (in euro)
ASL Frosinone
20.612.575
ASL Roma 1
18.733.877
AO Sant’Andrea
17.810.186
ASL Roma 4
15.843.917
Policlinico Umberto I
14.110.000
ASL Roma 3
11.272.500
ASL Roma 2
8.230.050
AO San Giovanni Addolorata
6.873.600
ASL Viterbo
5.186.228
ARES 118
2.216.000
Nota: Il piano copre l’intero territorio regionale, incluse Rieti (4,3 mln) e Latina (2,8 mln), garantendo una copertura omogenea.
Il piano non si limita all’acquisto di macchinari, ma punta a una vera rivoluzione digitale e terapeutica. Una fetta consistente dei 153 milioni è destinata alla sostituzione di apparecchiature obsolete con tecnologie “high-end”.
Uno dei punti qualificanti è la creazione di nuovi siti di radioterapia presso la ASL Roma 3 e la ASL Roma 4, colmando vuoti storici che costringevano i pazienti a lunghi spostamenti. Si segnala inoltre il potenziamento dei sistemi PET-TC presso il Policlinico Umberto I e l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, strumenti cruciali per la lotta ai tumori.
L’investimento abilita l’ingresso massiccio dell’intelligenza artificiale nei flussi diagnostici e l’aggiornamento dei sistemi di chirurgia robotica. L’obiettivo è ridurre i tempi di degenza e aumentare la precisione degli interventi, diminuendo al contempo il rischio di complicazioni post-operatorie.
Rocca ha sottolineato come il benessere del cittadino passi anche dalle piccole cose: parte dei fondi è destinata al rinnovo di letti ospedalieri, defibrillatori e strumentazioni di base che incidono quotidianamente sulla dignità del paziente e sull’efficienza del personale sanitario.
Un capitolo fondamentale riguarda le Case di Comunità. Il piano interviene con circa 17 milioni di euro per finanziare cinque strutture che erano rimaste escluse dai fondi del PNRR. Queste strutture sono considerate “strategiche” per alleggerire i pronto soccorso e garantire una presa in carico territoriale dei pazienti cronici e fragili.
Gli interventi edilizi non riguardano solo nuove costruzioni, ma anche:
Adeguamento antisismico e antincendio dei plessi storici.
Efficientamento energetico per ridurre i costi di gestione delle strutture.
Restyling dei reparti per migliorare il comfort alberghiero e la qualità degli spazi comuni.
Nonostante l’entusiasmo per gli investimenti in “mura e macchine”, il Presidente Rocca e le parti sociali concordano su un punto: l’innovazione richiede competenze.
«Siamo consapevoli che le tecnologie più avanzate sono inutili senza medici e infermieri pronti a usarle», ha ammesso il Governatore. Parallelamente al piano da 153 milioni, la Regione sta portando avanti un programma di stabilizzazione dei precari e di nuove assunzioni per garantire che il potenziamento strutturale sia accompagnato da un adeguato rafforzamento della pianta organica.
L’approvazione di questo programma segna una visione politica chiara: la sanità non deve essere un privilegio di chi vive nei grandi centri urbani, ma un servizio capillare. Con 153 milioni, il Lazio prova a invertire la rotta, puntando su una sanità che sia allo stesso tempo altamente tecnologica (negli ospedali d’eccellenza) e profondamente umana(nelle case di comunità sul territorio).
La sfida ora passa alla fase operativa: la velocità di attuazione dei cantieri e l’effettiva messa in funzione delle nuove apparecchiature saranno il vero banco di prova per l’amministrazione Rocca nel corso del 2026.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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