Non si arresta l’emergenza sicurezza nei cantieri del Lazio. In occasione della Giornata Mondiale per la Sicurezza sul Lavoro, la Filca Cisl del Lazio ha promosso il convegno “Sicurezza e qualità nel Lazio che cresce”, accendendo i riflettori su un fenomeno ancora drammatico.
Dal 2003 sono 255 gli operai morti nel settore delle costruzioni, di cui 41 negli ultimi cinque anni. Preoccupante anche l’età delle vittime: molti lavoratori avevano oltre 60 anni. La principale causa resta la caduta dall’alto.
“Non si tratta di fatalità – ha dichiarato il segretario generale Francesco Agostini – ma di negligenze, scarsa formazione e controlli insufficienti. La sicurezza deve essere un diritto, non un costo sacrificabile”.
Durante l’evento sono state ricordate le vittime, con un minuto di silenzio e la consegna di targhe commemorative ai familiari di due operai scomparsi sul lavoro.
Il sindacato chiede più ispezioni nei cantieri, investimenti nella formazione continua e il rafforzamento della bilateralità. Particolare attenzione anche ai lavoratori stranieri, per superare le barriere linguistiche nei percorsi formativi.
Tra le priorità, anche il rilancio del settore per i giovani: servono percorsi di orientamento, formazione tecnica avanzata e strumenti di ingresso agevolato nel mondo del lavoro.
La Filca Cisl ha infine presentato un pacchetto di dieci proposte, tra cui il rafforzamento dei controlli, l’estensione del Durc di congruità, incentivi alle imprese virtuose e maggiori investimenti in tecnologie per la sicurezza.
“Un cantiere sicuro – conclude Agostini – è il segno di una società che non accetta più di sacrificare vite umane”.
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