La nuova Australia allo Zoom di Torino tra canguri e wallaby

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TORINO – Un viaggio nella biodiversità australiana, all’insegna di canguri e wallaby: è stato inaugurato “Australia”, il nuovo habitat del bioparco Zoom Torino dedicato agli animali simbolo dell’Oceania. Ad abitare l’area sono tre specie di marsupiali, dalla più piccola alla più grande, insieme a due emu e due dromedari, per un totale di 5 specie e 16 esemplari. Protagonisti i quattro canguri rossi, la più grande specie di marsupiale al mondo, capace di raggiungere i 180 centimetri di altezza e di percorrere grandi distanze dell’outback con salti fino a 9 metri di lunghezza. Ma tra le specie ospitate anche il wallaby Parma che non supera i 55 centimetri ed è il più piccolo marsupiale presente nell’habitat, classificato come “prossimo alla minaccia” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
Un nuovo percorso immersivo che racconta gli adattamenti evolutivi della fauna australiana a partire proprio dai marsupiali: unici nel regno animale per il loro sistema riproduttivo, possono avere femmine che accudiscono nel proprio marsupio piccoli in tre diverse fasi di sviluppo contemporaneamente. Insieme a loro anche l’emù, il più grande uccello autoctono dell’Australia e i due dromedari, oggi parte integrante degli ecosistemi australiani dopo essere stati introdotti dall’uomo nel XIX secolo ed aver ormai superato il milione di esemplari. “Tutte e cinque le specie – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del bioparco Zoom Torino – hanno già esplorato le proprie aree e scelto i loro punti preferiti. I quattro canguri rossi, la più grande specie di marsupiale al mondo, si stanno dimostrando particolarmente curiosi verso il nuovo ambiente, mentre i wallaby Parma, più piccoli ed elusivi in natura, tendono a utilizzare le aree più riparate dell’habitat. Dai circa 50 centimetri dei wallaby Parma fino ai quasi 2 metri raggiunti dai canguri rossi, tra le due specie, per dimensione, si collocano invece i wallaby di Bennet, che si attestano intorno al metro di altezza. Tutte e tre condividono una caratteristica unica nel regno animale: una femmina può avere contemporaneamente un embrione ancora in sviluppo, un piccolo nel marsupio attaccato al latte materno e un giovane già uscito dalla tasca ma ancora dipendente dalle cure della madre, per un totale di tre fasi di sviluppo”.

Ma a riservare le sorprese più liete potrebbero essere i wallaby di Bennet, poiché si tratta di un gruppo riproduttivo destinato a stringere legami familiari. La speranza è dunque di vedere allargarsi la famiglia con l’arrivo di nuovi piccoli, che possano contribuire alla gestione europea della specie inserita nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione.


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