Nuoto di gran fondo, Paolo Passerini a nuoto da Ponza al Circeo

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Sabato prossimo, 13 giugno Paolo Passerini tornerà a mettersi alla prova in mare aperto.
L’atleta master della Coser Nuoto e mental coach sportivo di Civitavecchia tenterà infatti la traversata da Ponza al Circeo, un percorso di circa 36 chilometri che lo terrà in acqua per oltre nove ore consecutive. Un’impresa patrocinata dalla Federazione Italiana Nuoto – Comitato Regionale Lazio e inserita all’interno del progetto formativo “Più di un sogno”, nato per promuovere tra i giovani la cultura dell’impegno e della fiducia nelle proprie capacità.
Dietro quei 36 chilometri, però, non ci sono soltanto allenamenti e sacrifici fisici. Ci sono mesi di preparazione meticolosa, chilometri accumulati in vasca e in mare aperto, sveglie all’alba e una costante ricerca dell’equilibrio mentale necessario per affrontare una prova così impegnativa. «Ho allenato la voce interiore tanto quanto lo stile – racconta Passerini – perché a un certo punto del percorso l’acqua non la senti più. Vedi solo quello che ti dici nella tua mente».
Parole che sintetizzano una filosofia maturata negli anni e diventata il fondamento del suo lavoro come mental coach. Per Passerini, infatti, la traversata rappresenta una sorta di laboratorio a cielo aperto, la dimostrazione pratica di quanto la componente mentale sia determinante nello sport e nella vita. Un concetto che non nasce dal nulla. Già nel luglio dello scorso anno il civitavecchiese aveva affrontato con successo la traversata dello Stretto di Messina, un’esperienza che aveva definito come un viaggio interiore prima ancora che sportivo. Allora, dopo aver lasciato il lavoro nell’esercito per intraprendere un nuovo percorso professionale legato alla crescita personale e agli studi in psicologia, aveva scelto di confrontarsi con le proprie paure nuotando sopra quelle profondità marine che per anni lo avevano intimorito. Oggi la sfida si fa ancora più grande. Ma soprattutto assume un valore collettivo grazie al progetto formativo “Più di un sogno”, che accompagna l’impresa e ne rappresenta il vero cuore.
«Non si tratta di una semplice sfida estrema – spiega – l’obiettivo è diffondere una cultura della possibilità e lanciare un messaggio a quei ragazzi che hanno smesso di credere nel proprio futuro. Voglio dimostrare che non tutti i traguardi difficili sono impossibili da raggiungere».
L’iniziativa nasce infatti come simbolo di riscatto sociale, con l’intento di riaccendere nei giovani la consapevolezza delle proprie capacità e del proprio potenziale. Un messaggio che Passerini porta avanti attraverso il suo lavoro quotidiano con atleti e ragazzi, cercando di trasmettere l’idea che i limiti percepiti non siano necessariamente barriere invalicabili, ma occasioni di crescita.
«Credo che lo sport sia il mezzo più potente per accelerare la riscoperta del proprio potenziale e per comprendere che quelli che consideriamo limiti, a volte, non sono confini ma opportunità».
A credere nel progetto sono state anche alcune realtà imprenditoriali del territorio, tra cui l’impresa Sacchetti e lo stabilimento balneare Freedom Beach, che hanno scelto di sostenere l’iniziativa. A pochi giorni dalla partenza, emozione e tensione si mescolano all’entusiasmo. 
«Le emozioni sono contrastanti – ammette Passerini – ma la voglia di tuffarmi in mare è ormai altissima. Non vedo l’ora di poter raccontare cosa si prova a trascorrere più di nove ore nuotando senza sosta».
Sabato il civitavecchiese partirà da Ponza con il Circeo all’orizzonte. Trentasei chilometri di mare aperto lo separeranno dal traguardo e da una delle imprese più impegnative della sua esperienza sportiva.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.