A comunicarlo, secondo quanto riferito dai gruppi consiliari di minoranza, è stata la FEE Italia con una lettera ufficiale notificata al Comune.
Per l’opposizione si tratta di “un durissimo colpo” per la città e per la sua immagine turistica, arrivato nel pieno della stagione estiva.
Le minoranze puntano il dito contro le motivazioni indicate nella comunicazione della FEE.
Al centro della sospensione ci sarebbe la mancata garanzia dell’assistenza bagnanti sulle spiagge libere Bandiera Blu di Sabaudia.
Un criterio definito nel comunicato “imperativo e non negoziabile” per la sicurezza delle persone.
Secondo l’opposizione, l’amministrazione avrebbe agito in violazione dell’Ordinanza di Sicurezza Balneare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina.
Nel comunicato viene criticata anche la scelta di apporre cartelli informativi.
Per le minoranze si sarebbe trattato di un tentativo di scaricare le responsabilità, giudicato insufficiente dalla stessa FEE per soddisfare gli obblighi previsti.
La mancata conformità, secondo l’opposizione, riguarda direttamente la tutela della salute e dell’incolumità pubblica.
I gruppi consiliari di minoranza attribuiscono la responsabilità politica alla giunta guidata dal sindaco Alberto Mosca.
Nel comunicato viene riconosciuta la carenza di personale nel settore, ma viene anche sottolineato che le procedure sarebbero state avviate in ritardo, come già segnalato più volte in Consiglio comunale.
Per l’opposizione, la perdita della Bandiera Blu rappresenta un danno d’immagine, economico e sociale destinato a pesare su operatori turistici, commercianti, cittadini e su chi vive grazie al brand Sabaudia.
Le minoranze definiscono la sospensione del riconoscimento “la pietra tombale” sull’azione politica e amministrativa della giunta Mosca.
Per questo chiedono le dimissioni immediate e irrevocabili del sindaco.
Secondo i gruppi di opposizione, chi ha provocato un danno così grave alla città non avrebbe più legittimità politica e morale per governarla.
La Bandiera Blu rappresentava da un quarto di secolo un elemento di identità e promozione per Sabaudia.
La sua sospensione, secondo le minoranze, espone la città a un danno d’immagine nazionale e colpisce uno dei simboli più forti della sua vocazione balneare.
Da qui la richiesta al sindaco di prendere atto della situazione, chiedere scusa alla città e lasciare la guida dell’amministrazione.
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