Aspetti interessanti della cultura scientifica, incomprensibili al grande pubblico, possono essere estesi alle relazioni umane

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In diversi siti internet, circola una citazione basata sull’equazione della bellezza (chiamata così per ciò che essa esprime in termini scientifici) di  Paul Adrien Maurice Dirac (1902 -1984), un fisico britannico cofondatore della meccanica quantistica, che studia il comportamento delle particelle subatomiche, cioè aventi dimensioni inferiori a quelle dell’atomo: “Lei disse: “Dimmi qualcosa di bello!”. Lui rispose: “(δ + m) ψ = 0”, dove – ma solo per distinguere e precisare i simboli senza entrarne nel merito -, m è la massa del sistema studiato, δ è una variabile di Feynman e Ψ è la funzione d’onda che descrive lo stato fisico del sistema; l’importanza di Ψ sta nel fatto che il suo quadrato Ψ2 descrive lo spazio in cui si ha la massima probabilità che si verifichi l’evento studiato.

La risposta a quella domanda è, appunto, l’equazione di Dirac ed è l’equazione più bella della fisica. Grazie ad essa si può descrivere il fenomeno dell’entanglement quantistico (L’entanglement quantistico, conosciuto anche come correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico che non può essere descritto singolarmente ma come sovrapposizione di più sistemi. Ne segue che la misura di una grandezza di un sistema determina istantaneamente il valore anche per gli altri. Ne consegue il principio secondo cui: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

L’entanglement quantistico definito da Einstein la “fantasmatica azione a distanza” è uno dei fenomeni più incomprensibili della meccanica quantistica. L’entanglement quantistico rappresenta una difficoltà epistemologica per la meccanica quantistica perché risulta incompatibile con il principio della località. Secondo questo principio, infatti, il trasferimento di informazione tra diversi elementi di un sistema avviene tramite interazioni casuali successive che avvengono nello spazio dall’inizio sino alla fine. Ad esempio, si passa da un piano all’altro di un edificio per la vicinanza e per il susseguirsi dei passi.  In meccanica quantistica non è così! Ed è possibile riprodurne gli effetti costruendo un semplice apparato alla portata di tutti: un giornalista (e fisico quantistico dilettante), infatti, c’è riuscito e lo spiega nel link http://www.lescienze.it/news/2013/03/30/news/entanglement_quantistico_esperimento-1587864/.

Ovviamente, sulla base di ciò, viene spontaneo dire che, applicando tale principio a due persone di ambo i sessi o dello stesso sesso, esso si possa formulare così “Se due persone interagiscono tra loro per un certo tempo in cui si verifica l’instaurarsi dei sentimenti reciproci di amicizia o di amore, e poi si separano per svariati motivi, esse non possono essere descritte come due persone distinte ma, in qualche modo diventano un’unica persona. In altre parole, quello che accade a una di loro continua ad influenzare l’altra, anche se distanti chilometri o anni luce”.

In definitiva, è come se la mente umana esistesse in un’altra Dimensione.

(Il presente articolo non ha rigore scientifico e non vuole entrare assolutamente nel merito della legge citata, ma ne prende spunto per dire che talvolta i concetti fisici si possono estendere anche alle relazioni umane).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).