La polemica. Annalisa Muzio risponde a tono a D’Achille e Di Francia

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La polemica non si placa tra l’associazione Minerva e alcuni esponenti della maggioranza del Comune. La risposta di Annalisa Muzio, presidente dell’ass. Minerva e presidente dell’Osservatorio per lo sport e turismo provinciali, non si fa attendere. Infatti Annalisa Muzio risponde alle critiche mosse ieri sulla stampa dal presidente della Commissione cultura, Fabio D’Achille e dagli assessori Di Francia e Ranieri competenti, rispettivamente, per cultura e lavori pubblici. Polemiche innescate dopo che l’avvocato Muzio aveva invitato l’assessore Di Francia a dimettersi per non essere riuscito, in ben tre anni, a risolvere la questione del teatro D’Annunzio, né tantomeno del Cafaro. Ma la Muzio intende rispondere anche a Fabio D’Achille, che forse dovrebbe anche illustrare il percorso culturale che ha tracciato in questi anni considerato che è presidente della Commissione cultura.

D’Achille era stizzito dalle sollecitazioni della Muzio, come se lamentarsi per l’andamento lento di un’amministrazione sia lesa maestà confermando che l’unica risposta che Lbc sa dare è ‘che c’erano quelli di prima’, dimenticando però che da tre anni e mezzo ci sono loro’, schermandosi puerilmente dietro il passato, mentre Di Francia aveva candidamente, usando chiaro e forse inopportuno sarcasmo, di non conoscere l’associazione della Muzio, mancando anche di rispetto alle tante iniziative portate avanti da Minerva e dall’Osservatorio, col classico sprezzo dell’atteggiamento del politico romanocentrico.

“Una struttura che appena costruita – spiega Annalisa Muzio – era motivo di orgoglio per una città come Latina. Una casa della cultura, realizzata per i cittadini, e fortemente voluta proprio da Raffaele Muzio, mio zio, assessore ai tempi del sindaco Corona. Ecco anche perché io mi batto così tanto, perché ricordo cosa ha sempre rappresentato il teatro per la nostra città. Oggi  – aggiunge l’avv. Muzio – il teatro è chiuso, per la terza volta i vigili del fuoco hanno detto no alla Scia presentata dal comune di Latina e D’Achille, Ranieri e Di Francia cosa fanno? Niente, loro continuano a parlare solo del passato! Un passato e un sistema che tre anni fa, tutti noi con l’elezione di Coletta, speravamo finalmente di avere superato e invece? Invece da tre anni non facciamo altro – spiega il presidente di Minerva – che ascoltare scuse, che assistere al campionato mondiale di scaricabarile, che non ricevere, al di là di tutto, date certe per la riapertura del teatro. Sì, perché oltre ad accuse contro di me e polemiche sparate a caso contro chi osa non essere d’accordo con loro né D’Achille, né Di Francia, né Ranieri sono stati in grado di dare, a tutti noi cittadini e rappresentanti di associazioni che fanno cultura, una data certa su quando il teatro di Latina, finalmente, riuscirà a riaprire. Vogliamo – continua Muzio – una data sicura, scritta nera su bianco perché, come ripetuto più volte, siamo stanchi di non ricevere mai una risposta ma sempre e soltanto scuse e accuse. Mi verrebbe da ricordare una frase famosa …Chi guarda troppo al passato non può avere futuro. Bene, per quanto mi riguarda Latina un futuro se lo merita, sicuramente più roseo di quello che possiamo immaginare oggi vivendo in una città assolutamente allo sbando in balìa di un’amministrazione che al di là di qualche lampione sostituito con i led ancora nulla è riuscita a fare. Ci spiegassero, a questo punto, qual è il problema vero, quale la data di riapertura pensando, prima di lanciare anatemi, che se Di Francia lavorasse in una azienda privata le dimissioni le avrebbero già pretese. Iniziamo a pensare alla cosa pubblica, termine che tanto piace al comune, con la mentalità di un manager. Se non iniziamo a cambiare atteggiamento – conclude l’avv. Muzio – credo che Latina, la seconda città del Lazio, non andrà mai da nessuna parte. Impariamo dalle altre città dove le cose funzionano, dove per avere agibilità non ci vogliono tempi biblici e dove, con i fondi europei, si costruisce e si riqualifica. Gli alibi non mi sono mai piaciuti, chi mi conosce sa che vado dritta al punto, quindi direi che tre anni sono un tempo sufficiente per capire chi è in grado di rappresentare il volere degli elettori e chi no. Il resto, a mio parere, restano solo chiacchiere”.   

Ora la parola passa di nuovo agli assessori Di Francia e Ranieri, oltre a D’Achille. Sperando, come si augura la Muzio, ma anche tutto l’Osservatorio, di risposte concrete e non di sguardi rivolti al passato.


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