Il coordinamento comunale ed il gruppo consiliare Lega di San Felice Circeo hanno indirizzato al Sindaco Dott. Giuseppe Schiboni, la missiva a firma del capogruppo Lega in Regione Lazio, Angelo Tripodi, in merito alle proposte condivise al tavolo tecnico regionale con i balneari, al fine di sostenere e favorire l’attività degli operatori balneari e del lavoro stagionale sullo splendido litorale sanfeliciano dovendo contestualizzarla, a breve, per fronteggiare il difficile momento di emergenza sanitaria. “L’emergenza Covid – si legge – ha generato, per il tramite delle limitazioni imposta, una grave contrazione delle attività legate alla balneazione. Il mare è stato sempre visto come una risorsa per la salute fisica e mentale e, se poi consideriamo il patrimonio costiero del Lazio quanto incide come propulsore economico e sociale, non possiamo non prendere in esame proposte ed osservazioni votate a tutelare l’intero settore. Con l’estate ormai alle porte gli operatori solitamente si preparano a porre in essere tutte le misure atte ad accogliere l’afflusso turistico. Oggi invece assistiamo alla rappresentazione di un triste scenario, prendendo atto che le spese per i lavori di ristrutturazione non potrebbero garantire la sopravvivenza di chi vive lavorando attraverso il mare”. Una situazione tristemente stagnante quella descritta dagli esponenti leghisti. “Nostro intento – spiegano – è di aprire un apposito tavolo con sindaci, imprenditori, associazioni di categoria, al fine di mettere in atto un piano congruo per la cosiddetta ‘fase 2’. Le disposizioni sanitarie, in materia di balneazione, non sono ancora delineate. Si presume tuttavia che qualora persistesse il pericolo di contagio, l’intera stagione potrebbe andare perduta generando una drammatica recessione per l’industria del mare”. Per quanto precede “sarà importante salvaguardare la salute in spiaggia, il luogo di aggregazione per antonomasia e determinare le condizioni per la sopravvivenza di ogni attività commerciale, sociale e ricreativa. Così come è fondamentale mettere in campo tutte le iniziative di sgravio fiscale e/o contributive al fine di limitare i danni che inevitabilmente si ripercuoteranno alla luce di una stagione già seriamente compromessa”. Ed ecco il decalogo proposto da coordinamento e gruppo consiliare della Lega per scongiurare una grave crisi.
Estensione al 31.12.2033 delle concessioni turistico-ricreative, invitando la Regione Lazio alla formulazione di una nota più semplice che solleciti i Comuni inadempienti a procedere all’estensione delle Concessioni Demaniali Marittime ad uso ricreativo. In tal modo gli imprenditori di categoria possono effettuare nuovi investimenti logistici e strutturali con una prospettiva di ampio respiro e con positive ricadute occupazionali, nono stante le incertezze sull’apertura degli stabilimenti per la stagione 2020.
Rateizzazione annuale dell’imposta di registro su concessione demaniale fino al 2033, evitando il pagamento in unica soluzione.
Contribuzione per tutti i bagnini di salvataggio, non menzionati nei vari decreti emessi, la maggior parte dei quali dopo il lavoro stagionale fanno istanza di disoccupazione.
Riduzione dei canoni demaniali e delle addizionali regionali.
Decontribuzione per tutto il personale dipendente del settore per questa e per la prossima stagione attraverso l’istituzione di un fondo ad hoc che consenta l’abbattimento degli oneri contributivi ed un più facile rilancio delle attività; le necessarie restrizioni negli standard sanitari di gestione degli spazi oggetto di concessione e la riduzione del flusso turistico determineranno una grave e persistente contrazione del fatturato.
Sgravio delle imposte locali quali Imu, Tari, canoni concessione ed imposta regionale, soprattutto per chi ha già pagato per la destagionalizzazione pur non potendo lavorare.
Tentativo di ricerca di soluzione per far partire la macchina organizzativa per la stagione estiva aiutando gli imprenditori a lavorare per prepararsi alla riapertura quando sarà possibile.
Riapertura per montaggio e sistemazione strutture entro il 20 aprile, così come effettuato dalla Regione Emilia Romagna.
Per le aziende al primo anno di concessione tutte le richieste per l’apertura dovranno essere SCIA.
Per le autorizzazioni art 17, 18, 68, è prioritario rilasciarle in tempi ristretti, permettendo il pagamento solo all’apertura delle attività e non prima


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