Basket amarcord. Pennacchia, Morandi, Mausoli, Brignone, Baglio, Rizzitiello, Pompeo, Bellardini, Maurizi, Torella, Mancini, Anesa. Questi dodici nomi dicono tanto agli appassionati di basket. Sono stati giocatori che nel 1972 hanno conquistato la finale nazionale juniores di Castelfranco Veneto. La squadra allenata da Gianni Gatti vinse facilmente il campionato provinciale poi disputò le semifinali nazionali alla palestra “Cavalli di Bronzo” di Napoli, una ex scuderia di Casa Savoia, dove l’Ab Latina aveva da sempre una tradizione vincente. Anche quella volta i nerazzurri non fallirono anche se non erano partiti con i favori del pronostico vista la presenza della formidabile Juve-Caserta. Nel primo incontro i pontini sconfissero 57-45 il Cagliari, poi nella finale 59-58 proprio i nerazzurri casertani che a un secondo dal termine sbagliarono due tiri liberi con Sergio Donadoni che pianse a lungo, mentre i latinensi esultavano portando in trionfo il presidente Felicetto Ferrazza. A Latina il successo fece enorme scalpore e riempì le pagine dei quotidiani locali. I giocatori furono ricevuti in Comune. La città rimase impressionata da quella vittoria contro una delle più grandi società del basket italiano. A Castelfranco Veneto l’Ab Latina arrivò ottava e affrontò formazioni formidabili come la Forst Cantù di Beretta e Tombolato e la Mobilquattro Milano. Una esperienza indimenticabile: nessun successo ma tanta voglia di ben figurare davanti a giocatori che rappresentavano il meglio della pallacanestro italiana. Per festeggiare l’avvenimento fu organizzato un torneo all’aperto sul campo dell’Immacolata e anche in quell’occasione l’Ab Latina sconfisse, sul filo di lana, il Caserta allenato da Romano Piccolo, coach ancora in auge nel basket femminile. Castelfranco Veneto fu un piacevole ricordo. L’arrivo in treno per una comitiva di trenta persone. Tutti non hanno dimenticato episodi scherzosi, allegri. La statua di Giorgione vedeva Nunzio Chillemi farsi fotografare accanto al pittore di Castelfranco. “Vendi cravate ti?” Vittorio Paone e Vittorio Benito De Luca furono scambiati per venditori di cravatte appena arrivati con tanto di valigia alla stazione di Castelfranco. La difesa di Cesare Rubini in favore del Latina fu memorabile. Volevano rivedere la formula. “Le squadre troppo deboli rovinano la manifestazione”. Il Principe disse: “Chi è arrivato qui lo merita. Non ci sono alternative, ha superato una selezione graduale di concentramento.” L’Ab Latina terminò la manifestazione all’ottavo posto, a contatto con Forst Cantù, Mobilquattro Milano, Norda Bologna, i grandi club di quel periodo.


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