“Adagio”: una metafora che guarda come una risorsa ai giovani che vogliono eludere gli affari loschi e criminali

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Titolo: Adagio

Genere: Thriller

Durata: 127 min

Regia: Stefano Sollima

Sceneggiatura: Stefano Bises, Stefano Sollima

Musiche: Subsonica

Produzione Paese: Italia, 2023

Cast: Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Adriano Giannini, Gianmarco Franchini, Valerio Mastandrea, Francesco Di Leva, Lorenzo Adorni, Silvia Salvatori, […]

Il sedicenne Manuel (Gianmarco Franchini) vive con il padre Daytona (Toni Servillo) saltuariamente smemorato, di cui si prende cura, a Roma, una città già apocalittica stretta tra il rosso e il nero, in balia di un traffico intrappolante, arsa da un fuoco inestinguibile che crea piogge di fuliggine e assillata da frequenti interruzioni elettriche.

Una sera, dopo avere accudito il padre, Manuel esce e si reca in una festa per eseguire, dietro ricatto, una commessa propostagli da un gruppo di carabinieri corrotti, capitanati da Vasco (Adriano Giannini): deve scattare ad un personaggio misterioso alcune foto dettate da faccende politiche compromettenti. In questa circostanza Manuel si accorge subito che nel locale vi sono delle videocamere di sorveglianza. Colto dalla paura scappa, ma essendo inseguito dai ricattatori, che lo vogliono eliminare in quanto divenuto testimone scomodo, si rifugia dapprima da un amico del padre, Polniuman (Valerio Mastandrea) che, essendo cieco, lo dirotta verso un’altra vecchia conoscenza paterna, Cammello (Pierfrancesco Favino), che lo potrebbe proteggere. Manuel in questo modo si trova tra l’incudine – i carabinieri corrotti che lo vogliono uccidere -, e il martello – il padre, Polniuman e Cammello, tre malavitosi un tempo temuti che spadroneggiavano, ma ora vecchi, malandati ed emarginati – sembrano zombies – con i loro corpi che evidenziano gli anni vissuti tra aberrazioni e sofferenze.

Stefano Sollima divenuto famoso al grande pubblico per le serie televisive di Romanzo criminale – La serie (2008-2010), e Gomorra – La serie (2014 – 2021), dirige un cast eccezionale costituito da Toni Servillo, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini, Francesco Di Leva, e altri, per mezzo dei quali e del loro estro attoriale poliedrico, grazie ad una fotografia eccezionale e ad un trucco straordinario, riesce a fare cogliere la psicologia di tre criminali, anzi di più, e  il loro crepuscolo irreversibile, in un scenario fatto di suspense, di alta tensione, di aspettative ed  emozioni continue: Tre criminali ormai obsoleti e alla ricerca di quei sentimenti che non hanno mai posseduto, per i quali non può esserci alcun riscatto in una città dove il denaro, la corruzione e il cinismo imperversano inesorabilmente. In una città, per fortuna, dove finalmente il male elimina se stesso dando spazio alla nuova generazione in cui è riposta la speranza di un futuro migliore come quella riposta nel bocciolo di un fiore, perché Adagio è una metafora che sottolinea il desiderio di un adolescente che vuole fuggire da un mondo criminale che non gli appartiene.

Con Adagio Stefano Sollima termina le sue storie sulla “Roma criminale”, la Trilogia iniziata con ACAB – All Cops Are Bastards (2012) e continuata nel 2015 con Suburra (in ambedue, con Pierfrancesco Favino protagonista).

Presentando Adagio, in concorso all’LXXX Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, il regista infatti ha scritto la seguente nota: Dopo le esperienze all’estero, finalmente sono tornato a raccontare la mia città.  Roma è cambiata e anch’io. L’ho osservata con occhi diversi percorrendo le sue strade con un altro passo. Un adagio. Questo è il racconto del declino inesorabile, struggente, di tre vecchie leggende della Roma criminale alla ricerca di una redenzione impossibile in un mondo ancora più cinico, caotico e feroce di quello che avevano governato negli anni d’oro. Un mondo che schiaccia relazioni familiari, amichevoli e fraterne senza lasciare altri legami tra gli uomini al di fuori del denaro. Una città governata dal caos, dalla corruzione, dal cinismo e asfissiata dal caldo torrido, devastata dagli incendi e dal buio dei blackout … Ma c’è uno spiraglio di luce. La nuova generazione.

Filmografia

ACAB – All Cops Are Bastards (2012), Suburra (2015), Soldado (2018), Senza rimorso (2021).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).