L’ ultima volta che ti ho visto, i primi di febbraio, nel corridoio del primo piano del Goretti, mentre andavi verso il reparto di cardiologia. Il solito sorriso, la solita battuta. Eri stanco,il volto provato ,uscivi da una broncopolmonite, si vedeva e infatti dal 10 febbraio eri a riposo, per recuperare anche le ferie perdute, in attesa di settembre, quando saresti andato ufficialmente in pensione.
Oggi invece te ne sei andato in silenzio, per sempre, nel reparto rianimazione del Pertini. Io, invece, pensavo di incontrarti a S Felice Circeo, dove trascorrevi sempre le tue vacanze, là dove avevi la barca con cui andavi a Ponza, l’isola che amavi tanto. Eri arrivato da Roma nel 1998 /99, come nuovo primario del reparto di chirurgia. Noi diventammo subito amici. Io, cronista del TG3 regionale, sui pezzi importanti di cronaca nera, a volte, ti chiedevo qualche informazione e tu eri sempre disponibile. Nacque una grande simpatia e un’ amicizia che è durata nel tempo e che continuerà. Quando nel febbraio del 2000 morì mio papà, tu venisti al funerale. 25 anni ininterrotti di primariato della chirurgia.Quante storie hai vissuto in quelle mura, in quel reparto. Quando mio fratello Giorgio fu operato di prostata, venne infettato da un batterio, il Clostridium difficile e tu, quel sabato del 31 dicembre del 2015, rientrasti di corsa da Roma per operarlo al colon. Era questione di ore, perchè il clostridium uccide. Erano le 12. L’intervento riuscì e Giorgio è ancora qui, perchè tu gli hai salvato la vita. Ciao Marco, ora non ho più la forza per continuare. Sei stato bravo e molto umano con tutti, hai lasciato un buon ricordo. Grazie Marco, oggi piango e ti abbraccio forte. Incontrare uno come te sarà sempre più difficile, perciò il tuo ricordo rimarrà per sempre nel mio cuore e in quello di Giorgio.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.























