Dopo il tragico incidente sul lavoro a Borgo Santa Maria dove un operaio di 37 anni, di origini romene, è morto all’interno di un’azienda di logistica, in strada Macchia Grande, schiacciato da materiale che stava caricando, secondo una prima ricostruzione dell’incidente. Sul posto si sono portati i sanitari del 118 ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
La nota di cordoglio dell’Ugl
“Ancora un incidente sul lavoro, ancora una morte bianca, ancora un episodio di quello che ormai, per numeri, è diventato un bollettino di guerra”.
Così l’UGL Lazio esprime cordoglio per la morte dell’operaio di 37 anni avvenuta sul cantiere di una azienda di logistica in località Borgo Santa Maria, nella periferia di Latina.
“In primis – sottolineano il Segretario UGL Lazio Armando Valiani e Wladymiro Wysocki, Responsabile UGL Lazio per la sicurezza nei luoghi di lavoro – vogliamo stringerci attorno al dolore della famiglia del giovane operaio esprimendo le più sentite condoglianze, in seconda battuta, torniamo come sindacato a chiedere alle istituzioni di scelte più coraggiose per garantire a chi lavora sui cantieri e in ogni altro luogo di poter preservare la propria salute. Riteniamo che ormai non si possa più prescindere dalla formazione di una nuova cultura che parte dalle scuole dove è necessario insegnare la sicurezza sul lavoro come vera e propria materia”.
Il sindacato mostra i numeri resi noti solo due giorni fa dall’Inail: Il 3 giugno l’INAIL ha comunicato i nuovi dati aggiornati sugli infortuni nei primi quattro mesi dell’anno 2024, facendo un confronto con lo stesso periodo del 2023. Nei primi quattro mesi gli infortuni registrati sono stati 193.979 rispetto ai 187.324 del 2023, un aumento di 6.655 casi (+ 3,6%), con esito mortale sono 268 che rispetto allo stesso periodo sono aumentati di quattro casi. Solo il mese di aprile di questo anno le denunce di infortunio sono aumentate del 2,1% nella gestione del settore dell’industria e servizi, un aumento del 2,7% per l’agricoltura, un + 8,9% nel Conto Stato.
Incrementi impressionanti in tutti quei settori che per la classificazione Ateco sono definiti a rischio alto, ovvero, + 20% noleggio e servizi di supporto alle imprese, + 19,2% nella Sanità, + 18,7% nel settore delle Costruzioni, nel trasporto e magazzinaggio si registra un + 11,7% e Commercio + 11,6%.
“Dati – concludono Valiani e Wysocki – che devono allarmare e dare una scossa forte a tutte le istituzioni poiché viviamo una emergenza che interessa tutti e tutto il territorio nazionale e alla quale dobbiamo dare una risposta netta e concreta subito”.
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