Anna Scalfati, La Sirena del Lago !

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Ci fosse stata una volta che nella sua cronistoria delle vicende del lago di Paola, la presunta proprietaria Anna Scalfati, mentre risale alle vicende a lei propizie dello Stato pontificio e dei suoi residui istituti feudali, abbia fatta menzione di due ben noti estremisti, Vittorio Emanuele III e il capo provvisorio dello Stato De Nicola che in successione con i loro decreti dichiarano pubblici i laghi di Sabaudia. A non applicare il  primo  del 1933 ci pensò Mussolini  nominando  perfino uno Scalfati podestà di Sabaudia per tenersi amici i notabili locali e poi una magistratura incline ad inchinarsi ai privati nonostante i tentativi dell’avvocatura  generale dello Stato. Di lì inizia la mia battaglia per una decisione senza appello. Circa vent’anni di lavoro per arrivare alla legge Galli che all’articolo1 dichiara pubbliche le acque superficiali e sotterranee, ma le nostre non sono extraterrestri! Non ci sono dubbi, né provvedimenti avversi, perché la sede  più alta che dirime i ricorsi di incostituzionalità la Corte costituzionale li ha tutti respinti. Se è sicura che la pronuncia avverso ai privati può essere scalfita o scalfata dal suo arrampicarsi sugli specchi interpretativi, perché non ha spronato l’ennesimo sindaco di Sabaudia acquiescente ai suoi voleri a rivendicare la demanialità del lago, come ha fatto il sindaco di Cori vincendo, avendo lei la motivazione valida per cambiare il giudicato? Se n’è guardata bene di farlo mentre era ed è un dovere dell’amministrazione andare a verificare nell’interesse del Comune chi abbia ragione. E pensare che già dall’impero romano per equità verso tutti  i suoi popoli c’erano regole comuni che avevano per fonte la naturalis ratio, ovvero i beni naturali non possono essere riserva di qualcuno ma sono delle comunità! Ci sono due soluzioni che potrebbero metterci tutti d’accordo se dotati di buon senso: quella più convincente è una fondazione pubblico-privata nella quale membro di diritto può entrare anche la Scalfati,per le esperienze acquisite, su di un programma condiviso, dopo 29 anni dalla legge Galli ed altrettanti vuoti di politiche promozionali e di sviluppi oppure, e qui parla il poeta, la cessione volontaria della nuda proprietà al Comune, riservandole l’ordinaria amministrazione finchè campa! Prometto che con i miei amici, sempre più numerosi, farò appello perché per la generosità del gesto una statua la ricordi come benemerita della città!

Rodolfo Carelli


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