Ad Aprilia questa mattina c’è stata l’annuale conferenza stampa di apertura dell’ottobre rosa. Il mese dedicato alla cura e alla prevenzione del cancro al seno.

La sintesi della giornata e’ della collega Sandra Cervone:

La “catena rosa” della prevenzione è arrivata ad Aprilia. Questa mattina, in apertura della Campagna Mondiale Nastro Rosa 2020, il sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli, ha affidato al Primo Cittadino di Aprilia, Antonio Terra, il semplice ma prezioso simbolo che, partito anni fa da Roccagorga, ha raggiunto Minturno, Gaeta, Terracina e Sermoneta che, da Aprilia, sarà poi trasferito in altri Comuni della Provincia per richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza della diagnosi precoce, unica arma contro il tumore al seno. La conferenza stampa di Lilt, Breast Unit, Asl e Università Sapienza Polo Pontino, svoltasi questa mattina dinanzi a un pubblico dimezzato dall’emergenza sanitaria in atto ma formato da rappresentanti di Istituzioni e Associazioni del volontariato sanitario e sociale, ha posto l’accento su risultati, nuove cure, passi avanti e prospettivi della ricerca, la cura, l’accoglienza e la speranza di ridurre ancora la mortalità per cancro al seno e arrivare finalmente a sconfiggerlo. “Questo è un appuntamento con la Speranza” hanno detto i vari relatori, “un raggio di sole nonostante il maltempo” che deve raggiungere la collettività. Dal tumore alla mammella si guarisce ma occorre fare rete, creare sinergie, ribadire l’importanza della corretta prevenzione, creare una collaborazione ancora più intensa tra enti e associazioni. “Illuminare di rosa i monumenti simbolo nelle nostre città -ha detto la presidente della LILT provinciale di Latina, dott.ssa Nicoletta D’Erme- resta importante come richiamo e come sensibilizzazione, ma devono partire da qui azioni sempre più concrete volte ad aiutare le donne che si sono ammalate e quelle che devono allontanare l’insorgenza del tumore facendo prevenzione e cambiando stile di vita”. “Dobbiamo diffondere la certezza che dal cancro si guarisce – ha aggiunto il prof. Fabio Ricci, direttore clinico della Breast Unit di Latina – ma essere chiari sul come si raggiunge questo risultato: affidandosi ai percorsi istituzionali degli screening regionali (che riguardano donne dai 50 ai 74 anni) e alle Breast Unit che eliminano squilibri territoriali e disuguaglianze sociali”. Dietro ogni fiocco o luce rosa che vedremo nel mese di ottobre in ogni parte della nostra Provincia, insomma, ci sono contenuti e risultati precisi ottenuti in questi anni facendo rete nel solo interesse delle donne. La Breast Unit, nata presso il Santa Maria Goretti per tutte le donne da Aprilia al Garigliano, ha fatto aumentare del 20% il numero delle guarigioni e della sopravvivenza. Ricordarlo è dunque un problema etico e una precisa scelta culturale fondata su criteri di qualità e umanità, “integrando forze e competenze”. Da Aprilia, quindi, ancora un “inno alla speranza” condiviso da tutti i relatori presenti e fatto proprio da tutti i partecipanti, dal Prefetto di Latina alle varie autorità, alle associazioni e ai cittadini intervenuti. “Vogliamo sempre più curare chi si ammala e più pensare alla malattia” la promessa del dott. Belardino Rossi in rappresentanza dei vertici della ASL. La prevenzione va fatta sempre, non solo ad ottobre, a prescindere dall’emergenza Covid-19 e ovunque ci sia bisogno di supportare o curare una donna, proteggendola dal big killer del secolo ovvero il tumore alla mammella, prima causa di morte per troppe donne al mondo.


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