Aree di crisi complessa, incontro Regione e Sindacati

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Si è svolto presso la Regione Lazio, l’incontro con le sigle sindacali sul tema delle aree di crisi complessa. La riunione è stata l’occasione per rassicurare i lavoratori sulla copertura economica, relativa all’annualità 2024, necessaria all’attuazione delle misure programmate.

La prosecuzione degli interventi di mobilità in deroga e di cassa integrazione guadagni straordinaria nelle aree di crisi industriale complessa sarà consentita infatti grazie alle risorse messe a disposizione dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che per la regione Lazio ammontano a 13.794.810,36. Somme che saranno utilizzate in aggiunta a quelle residue dei precedenti finanziamenti grazie alle quali nessuno resterà escluso. Ad oggi, stando le simulazioni effettuate dagli uffici regionali sono 833, rispetto agli 896 del 2023, i lavoratori destinatari del trattamento di mobilità in deroga per l’anno corrente.

«Entro una settimana – ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione e Ricerca e Merito, Giuseppe Schiboni – provvederemo a sottoscrivere l’Accordo quadro tra la Regione Lazio e le parti sociali, finalizzato all’utilizzo, per l’anno 2024, delle risorse volte al finanziamento dell’indennità di mobilità in deroga e al finanziamento della cassa integrazione straordinaria per le aree di crisi complessa di Frosinone e Rieti. È fondamentale dare giusta rassicurazione ai lavoratori e alle loro famiglie che, purtroppo, devono fare i conti con l’incertezza sul proprio futuro. Come Regione restiamo al loro fianco», ha concluso Schiboni.

C’è l’impegno alla firma dell’accordo per gli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi complessa, è quanto garantito dall’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca il 14 maggio nel corso dell’incontro chiesto da Cgil, Cisl e Uil. Un impegno indispensabile e urgente, hanno sottolineato i sindacati, perché senza quell’accordo non può nemmeno essere avviato l’iter con il ministero che dovrà poi assegnare effettivamente le risorse.

E a proposito di risorse, ferma restando la disponibilità dell’assessorato a interloquire al più presto con il ministero, non c’è ancora chiarezza sulla quantità dei fondi nazionali che verranno stanziati per la Sardegna : “Purtroppo – hanno detto Cgil, Cisl e Uil –rispetto all’anno scorso la situazione non è migliorata e, anzi, nel corso dell’anno scadranno altri ammortizzatori in diverse aziende in crisi, con il risultato di un incremento del numero di lavoratori in difficoltà e, quindi, della quantità di risorse ministeriali necessaria a dare un ristoro a diverse centinaia di lavoratori e famiglie delle aree di Portovesme e Porto Torres”. Inoltre, i sindacati hanno chiesto e ottenuto la disponibilità dell’assessora a un confronto per affrontare il tema dell’integrazione al reddito che l’anno scorso era stata accordata proprio per far fronte all’esiguità della cassa in deroga, circa 400 euro al mese.

I sindacati hanno poi sottolineato l’esigenza di un ragionamento più ampio sul rilancio delle aree industriali, non solo quelle complesse, chiedendo di poter discutere, in altre occasioni che l’assessora si è resa disponibile a calendarizzare nel prossimo futuro, di politiche attive del lavoro e di formazione, così come della possibilità di individuare nuove prospettive di lavoro e insediamenti industriali, magari ampliando quel confronto agli altri assessorati competenti, per evitare di ragionare per compartimenti stagni.

Alessandra Trotta

(Giornalista e scrittrice)


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