CASSINO – Arriva la Cina a Cassino? BYD punta a rilevare lo stabilimento Stellantis. Il gigante cinese dell’auto elettrica BYD guarda con interesse all’Italia e, in particolare, allo stabilimento di Cassino. L’ipotesi è quella di rilevare impianti produttivi sottoutilizzati in Europa, tra cui anche quello laziale e lo storico sito di Mirafiori a Torino.

A confermarlo è stata la vicepresidente Stella Li, che in un’intervista a Bloomberg ha spiegato come l’azienda stia valutando diverse opportunità:
“Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende. Cerchiamo stabilimenti disponibili perché vogliamo sfruttare la capacità produttiva in eccesso”.

Cassino tra gli impianti sotto osservazione

Lo stabilimento di Cassino, secondo i dati sindacali, sta vivendo una fase di forte rallentamento: nel primo trimestre 2026 sono state prodotte poco meno di 3.000 vetture, con un’attività ridotta a pochi giorni al mese.

Una situazione che lo rende uno dei siti potenzialmente più appetibili per investitori esterni, in un contesto europeo dove la transizione verso l’elettrico sta ridisegnando l’intero settore.

Sindacati contrari

L’ipotesi di una cessione non convince però i sindacati. Il segretario generale della FIOM-CGIL, Michele De Palma, ha espresso forte contrarietà, ricordando gli ingenti investimenti pubblici fatti nel tempo sull’industria automobilistica italiana.

Strategia globale di BYD

BYD sta accelerando la propria espansione in Europa. Oltre all’Italia, nel mirino ci sarebbero anche Francia e Germania, mentre è già in costruzione un nuovo stabilimento in Ungheria, destinato ad aprire nel 2027.

La strategia dell’azienda sembra orientata a una gestione diretta degli impianti, piuttosto che a joint venture, con l’obiettivo di rafforzare la presenza nel mercato europeo.

Uno scenario ancora tutto da definire, ma che potrebbe avere impatti rilevanti sull’industria automobilistica italiana, a partire proprio dal futuro dello stabilimento di Cassino.


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