Prezzi sempre più cari per i generi di prima necessità, pane e pasta, ma anche biscotti e altri prodotti a base di grano, e poi carne, pesce, verdure. La guerra in Ucraina, oltre a causare la morte di migliaia di persone e a distruggere un intero Paese, ha pesantissime ricadute anche sull’economia e tocca da vicino anche i portafogli di tutti.
Al centro del caro prezzi c’è ovviamente l’aumento del costo dell’energia e dei carburanti. Il prezzo al litro della benzina ha ormai sfondato il tetto dei due euro. Pescherecci fermi, e il prezzo del pesce schizza alle stelle. Oggi la spigola di mare è a 45 euro, prima era a 32 euro. Il pesce scarseggia ed arriva dall’estero ma il costo non è minore perchè incide il traporto che è raddoppiato.
Anche nel settore agricolo la situazione è sempre più tesa e complessa. Beni di largo consumo come pane, pasta, cereali e verdura sono destinati inevitabilmente a costare di più.
Per due motivi principali: da un lato l’interruzione del flusso di materie prime dall’Ucraina, visto che secondo le stime di Confagricoltura l’Italia importa almeno 700 milioni di produzioni agricole dal Paese in guerra, tra cui mais, soia e soprattutto grano. Meno approvvigionamento significa meno prodotto, meno prodotto comporta un aumento dei prezzi per quello a disposizione e conseguenze anche sulla filiera delle carni, perché gli allevamenti foraggiano mucche, maiali e polli con mangimi a base di grano e mais e sono costretti a tagliare la produzione di latte, carne e uova.
Secondo l’ultima indagine Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), il costo medio di produzione del latte, fra energia e spese fisse, ha raggiunto i 46 centesimi al litro, di molto superiore rispetto ai 38 centesimi riconosciuto a una larga fascia di allevatori. Frumento tenero, frumento duro e mais hanno raggiunto in Italia e all’estero quotazioni mai toccate prima, il grano ha registrato un aumento del 40,6% in una settimana per un valore ai massimi da 14 anni di 12,09 dollari per bushel (27,2 chili) che non si raggiungeva dal 2008.
E lunedì sciopero dei Tir contro il caro gasolio. Molta merce non arriverà a destinazione, mentre la guerra potrebbe continuare ancora per settimane e questo vuol dire che nei prossimi giorni la situazione peggiorerà con esisti imprevedibili.
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