“Aiutami che io ti aiuto” È il motto di un gruppo Whatsapp di avvocati, creato dall avv. Ilaria Cavallin nel 2015. Un modo fresco e pratico per fare networking: il gruppo spazia dalla richiesta di aiuto in udienza, al consiglio tecnico, fino all’informazione professionale. Da “pochi intimi”, oggi ne fanno parte una trentina di legali, con l’obiettivo e la voglia di fare rete, di creare sinergie e scambi professionali. Il messaggio che si vuole trasmettere è che la competizione sana fa crescere. Il sostegno reciproco è una ricchezza. La cultura tecnica non è mai abbastanza e costituisce una risorsa a cui attingere per sostenere enormi carichi di lavoro, da conciliare con tempi stretti, e le continue richieste di aggiornamenti da parte dei clienti. Si tratta di un invito a dare, non solo per poter ottenere in cambio un favore a momento debito, ma soprattutto fornire una risorsa agli studi medio piccoli, i cui utenti non possono sostenere le spese di un domiciliatario o di un collaboratore. Il futuro è lo scambio e la condivisione, con la necessità di snellire, velocizzare e soddisfare un cliente sempre più preparato ed esigente. Il futuro è la rete, con alla spalle il tramonto delle professioni tradizionali così come concepite. Ci stiamo dirigendo verso un modo globale e digitalizzato di gestire il lavoro e le risorse. In tale contesto, quando cadono i baluardi dei settori più tradizionalisti e conservatori, significa che il cambiamento non solo è iniziato, ma a buon punto























