Si alza ogni mattina alle quattro per aprire un’ora dopo la sua edicola in Piazza dello Stadio Domenico Francioni. Alberto è un lavoratore instancabile che dedica tanta passione a un lavoro che ha intrapreso ormai da vent’anni. La sua popolarità in città non è mai diminuita. L’ edicola è il punto di riferimento imperdibile per i tifosi di basket e calcio visto che nei pressi si trova il Bar dello Sport dove stazionano tanti tifosi neroazzurri. Due promozioni in serie B d’eccellenza nella stessa città, a Latina con Virtus e Cuomo, una a Ferentino. Le ha ottenute solo Alberto Brogialdi, il “sindaco” di Piazza dello Stadio, quello che ogni mattina propone le novità di giornali e riviste. Alberto, coach in aspettativa e commerciante, ora non allena più, dopo le ultime esperienze a Ruvo di Puglia, Bernalda, Fondi. Brogialdi ha il basket nel sangue, da sempre. Il padre Franco, per 60 anni meccanico specializzato in Alfa Romeo, lo ha avviato ai cesti fin da bambino. Il “Brogio”, con una capigliatura da capellone anni ’70, cominciò sul campo all’aperto dell’Immacolata, in compagnia del suo amicone Luigi Ascenzi, una coppia di inseparabili. Alberto iniziò subito a destreggiarsi nel tiro da fuori, non gli piaceva correre ma preferiva una comoda mattonella. Brogialdi – diplomatosi ragioniere al Vittorio Veneto – si è sposato giovanissimo ad appena diciassette anni con la dolce Patricia, insegnante di religione al Liceo Scientifico Grassi. Le avventure cestistiche di Alberto sono sempre state al centro dell’attenzione. Era capace di segnare trenta punti il mercoledì e fare “virgola” la domenica. In un acceso derby con Cisterna, al pallone pressostatico del Circolo Cittadino, mise a segno quarantadue punti. Il seguitissimo settimanale Pontin Sportivo titolò: “Brogialdi si maschera da Morse”, aveva imitato l’angelo biondo di Varese degli anni di platino della Ignis. Alberto si arrabbiava quando giocava poco, a tal punto da lasciare l’AB Latina per passare alla Pallacanestro Latina di Marcello Zanda che lo schierò subito in serie D. Segnava canestri in tandem con un campioncino proveniente da Gorizia di cognome Raida, anche lui sposatosi alla giovane età di diciassette anni. La carica dei ragazzi padri di famiglia fece grande il quintetto di via Pio VI. Brogialdi faceva fare salti di gioia agli spettatori che gremivano la tribunetta davanti al bar Turi Rizzo dove ogni domenica trovava posto l’attrice Dalila Di Lazzaro, fidanzata fedele del playmaker Stefano Pirro, un belloccio proveniente dalla Stella Azzurra Roma, dove giocava tutto l’ambiente “bene” dei Parioli e di altri quartieri altolocati. Nel 1977 – a soli diciotto anni – Brogialdi ha deciso di cominciare la carriera di allenatore, guidando la formazione femminile del Trofeo Propaganda della Cestistica Latina. Condusse le ragazzine pontine ad una eccellente affermazione sul campo dell’Antida Sora, una squadra gestita da suore Orsoline che non gradivano certi gesti dalla panchina da parte del focoso tecnico di via Umberto I. Per qualche tempo i rapporti tra i l Brogio e le “sorelle” non furono idilliaci. La riconciliazione avvenne in una pasticceria di Sora davanti a frappe e babà, il tutto innaffiato da aranciata San Pellegrino e chinotto Neri. Alberto continuò a giocare per qualche anno, terminando la carriera con il Cos Latina, in Promozione. Molti paesi stranieri si sono interessati ad Alberto. Gli Emirati Arabi gli hanno proposto un contratto principesco, tramite un certo Mustafà che, dimenticando i l fuso orario, gli telefonava alle tre di notte, svegliando l’intera famiglia Brogialdi. Albertino è stato sul punto di allenare la nazionale maltese, l’accordo economico non è stato raggiunto per poche sterline. I suoi capolavori in panchina li ha realizzati a Latina e Ferentino, con ottimo lavoro anche a San Severo, Fabriano, Civitavecchia, Sezze, Terracina, Cisterna, Palestrina, Ostia. Si può dire sia stato profeta in patria. Non è poco. Il suo palmares parla chiaro: sei promozioni, quattro campionati giovanili vinti, un successo. Da quando si è dimesso da impiegato amministrativo dell’Icot, ha preso a cuore il mondo della carta, dei giornali, delle riviste . Gli affari vanno bene, nonostante la crisi dovuta alla pandemia. Non vede più – purtroppo – lo scomparso Ughetto Masullo, lo storico tifoso del calcio nerazzurro, che ogni mattina comprava il Corriere dello Sport. Poi arrivava Renato Mocellin, industriale e mecenate dello sport, che non smetteva mai di lavorare nell’area di Mazzocchio. Un episodio curioso. La Polizia Stradale ha inseguito il Brogio lungo il Passo del Furlo: eccesso di velocità. Lui ha tirato fuori la tessera da allenatore del Fabriano e lo hanno graziato. Alberto ha detto: “Vado di corsa, devo raggiungere il Palazzetto per fare allenamento” Il basket, nelle Marche, viene adorato.
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