LATINA- Si è svolta in piazza della Libertà,a Latina, la manifestazione delle organizzazioni sindacali di categoria e i braccianti agricoli pontini,sotto il palazzo della prefettura, per dire stop al caporalato. Sono stati più di un migliaio i partecipanti della comunità sikh, i più sfruttati (una presenza di circa 15 mila unità, che lavorano 12 ore al giorno). Il prefetto, Maria Rosa Trio, ha incontrato una delegazione di lavoratori e gli stessi sindacati per fare il punto sulla situazione, in particolare dopo l’arresto dell’imprenditore agricolo di Terracina,Alessandro Gargiulo, che ha sparato un colpo in aria per far lavorare i braccianti.Il prefetto Trio ha assicurato un coordinamento,con l’aiuto dei sindacati, per monitorare la situazione nelle campagne e per far rispettare la legge contro il caporalato.
“Come Regione continuiamo senza sosta il lavoro avviato con il protocollo sperimentale sul contrasto al caporalato firmato lo scorso gennaio presso la prefettura di Latina. Accanto alla sperimentazione – che ha visto l’attivazione di navette gratuite per i braccianti, sportelli dedicati nei centri per l’impiego e un incrocio trasparente della domanda e dell’offerta di lavoro anche tramite una App dedicata – il Lazio si è dotato, lo scorso agosto, di una legge per il contrasto allo sfruttamento in agricoltura. Crediamo si tratti di provvedimenti importanti che restituiscono dignità alle lavoratrici e ai lavoratori e tutelano le aziende sane che operano in questo importante settore” ha sottolineato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e nuovi diritti della Regione Lazio.
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