Intervista a Maurizio Aracri su Latina e dintorni

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Passeggiando per il centro storico di Latina mi sono imbattuto nell’ex campione di tennis romano, ma pontino d’adozione, Maurizio Aracri, già n°18 d’Italia nei turbolenti anni Settanta-Ottanta. La manifestazione sportiva fu poi vinta dal capitolino Adriano Panatta, futuro vincitore degli Internazionali d’Italia del 1976, del Roland Garros parigino e della Coppa Davis nel dicembre dello stesso anno, nella celeberrima trasferta di Santiago del Cile. Il giovane tennista Maurizio, durante quel torneo nazionale, fu protagonista di un avvincente incontro con l’indonesiano A.Wijono, vinto col punteggio di 4/6 7/6 6/4 (il 2 agosto 1971).
Aracri è stato tecnico nazionale, campione d’Italia di serie A con il circolo forlivese di Villa Carpena, nel lontano 1982 (da tutti ricordato per il famoso Mondiale di Spagna vinto dalla Nazionale di Enzo Bearzot e festeggiato come si conviene dall’amato Presidente della Repubblica Sandro Pertini), insieme ai suoi compagni Patrizio Parrini e Gianluca Rinaldini, talentuoso e sfortunato tennista faentino (nato a Faenza, 10 agosto 1959; protagonista, sempre nel 1982, di un bellissimo incontro, in occasione della semifinale del torneo ATP di Firenze, contro il “viveur” lituano-statunitense Vytautas “Vitas” Kevin Gerulaitis – best ranking Atp n°3 e vincitore dell’Australian Open 1977 — conclusasi con la vittoria al terzo set per il “re delle notti newyorkesi”). Rinaldini è rimasto vittima di un grave e serio incidente automobilistico nel 1985 che lasciò la giovane promessa della racchetta faentina e nazionale in sedia a rotelle. Oggi è uno stimato e ricercato allenatore di tennis, di carattere gioviale, molto simpatico.
Aracri ricorda i felici anni trascorsi al Tennis Club Nascosa, negli Anni Settanta e Ottanta eletta sede privilegiata della FIT e Centro Tecnico Federale della Nazionale Femminile. La compagine era allenata dal grande coach romano Massimo Di Domenico, detto “Mimì”, allievo dell’illustre medico sportivo Antonio Del Monte, e, in seguito, del mitico Mario Belardinelli (Maestro di Tennis, in gioventù, del Primo Ministro Benito Mussolini, oltre che storico coach di Adriano Panatta).
L’ex giocatore di Coppa Davis, con zelo ed impegno lavorativo invidiabili, ha plasmato una fucina di grandi future campionesse, fra le quali si ricordano Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Mara Santangelo, Raffaella Reggi, Sandra Cecchini, Emily Stellato, Silvia Farina, Laura Garrone, Rita Grande, Laura Lapi, Gloria Pizzichini, e si può considerare l’autentico “deus ex machina” di una Nazionale femminile giovanile dai risultati a dir poco eccezionali.
Ritornando a ripercorrere la carriera del nostro Maurizio Aracri, è bene menzionare, come “ultimo sigillo” di un personale percorso tennistico, sicuramente prestigioso, la vittoria del Campionato Italiano Assoluto a squadre OVER 45 insieme all’ex Capitano e giocatore vincitore di Coppa Davis, Corrado Barazzutti (best ranking ATP N°7, 1978), e a Gennaro Sbrescia, proprio sui campi del circolo pontino “TC Nascosa”.
Il maturo e felice “nonno tennista” Maurizio, in maniera sincera e rispettosa, si è lasciato andare a qualche considerazione personale sullo stato socio-economico e antropologico-culturale del capoluogo del Basso Lazio. Il grande tennista ha espresso le sue perplessità sulla condizione socio-sportiva della città di Latina, da lui considerata centro di cultura dell’incontro soprattutto nei bar, luoghi importanti di ritrovo e di aggregazione sociale (e in qualche caso anche di approfondimento culturale, vedi il Caffè Turi Rizzo, lo storico Caffè-Bar Poeta, il bar Farina, lo scomparso Caffè San Marco, il Caffè degli Artisti, il bar Trilussa e qualche altro), ma allo stesso tempo forieri, per esigenze lavorative, dell’incontro “mordi e fuggi”, non dell’approfondimento socio-culturale e informativo su determinati fatti della realtà nazionale ed internazionale. A suo parere: «alla gente di Latina manca, salvo nuove e marginali eccezioni di recente apertura, l’opportunità di approfondire, a livello culturale, certi argomenti e certe tematiche vivendo la cosiddetta VITA DA CIRCOLO, quella che vivono normalmente i soci dei centri sportivi capitolini e dei piccoli o medi centri abitativi del Nord d’Italia e del Centro-Sud, dove le grandi distanze costringono i tennisti amatoriali o di professione ad eleggere, per gran parte della giornata, quale seconda abitazione, il loro circolo di appartenenza».
Non possiamo che augurarci che l’auspicio dell’ex tennista e istruttore di tennis, Maurizio Aracri, venga accolto da una comunità pontina variegata, matura e consapevole, in grado di arricchire il proprio bagaglio sportivo e socio-culturale facendo propri i desideri di un singolo, nonché celebre cittadino, semplice testimone di alcune potenzialità inespresse del capoluogo pontino.
Paolo Iannuccelli – Guido Malaguti


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.