I veneto-pontini in Venezuela. Turén è oggi una città di 60 mila abitanti conosciuta con “il granaio del Venezuela”.
Ma all’inizio degli anni Cinquanta, prima che fosse colonizzata dagli italiani, era un paese dedito all’agricoltura e circondato da terreni molto fertili, ma non sfruttati.
Come racconta Enrico Morassut, il presidente venezuelano di quegli anni Pérez Jiménez studiò la bonifica dell’Agro Pontino e decise di proporre ai veneti di Latina di trasferirsi in Venezuela.
Per invogliarli fece costruire già le case, la chiesa, un ambulatorio e altre strutture, e alla fine del 1951 mandò un emissario a Latina per convincere i locali con l’aiuto di diapositive.
54 famiglie accettarono la proposta e il 4 febbraio del 1952 salparono da Napoli a bordo dell’Amerigo Vespucci, per arrivare a Puerto Cabello il 19 febbraio.
Una volta a Turén, agli immigrati vennero consegnate le case. All’interno vi trovarono la spesa fatta per tre giorni, ma ciò che contava era fuori: ad ogni nucleo familiare era destinato un terreno fertile di 30-40 ettari, la garanzia di un futuro eccellente.
Dieci anni dopo il Colonia Football Club, squadra italiana di Turén allenata dal pontino Sante Zenere, vinse i campionati statali per quattro anni consecutivi, dal 1961 al 1964. Ricordiamo alcuni giocatori: Traverso, Guerriero, Falzago, Dalla Santa, Moris, Batistioli, Tonini, Screti.
In seguito prese il nome di Atlético Turén. Il club sfornò anche talenti importanti nella storia del calcio venezuelano, su tutti il portiere Gilberto Angelucci.
I pontini si dedicarono inizialmente alla coltivazione dei campi, poi fecero fiorire industrie alimentari, meccaniche, imprese di costruzioni. L’hotel Las Vegas ha rappresentato molto per una comunità ricca di inventiva, capace di realizzare una struttura ricettiva all’avanguardia per quei tempi.
In conclusione, desidero ringraziare l’amico Umberto Paluzzi per la collaborazione.
























