Ha autorizzato intercettazioni per il vicesindaco dimesso di Sabaudia e gli altri indagati entrando nel merito del bando di gara dei chioschi. È per tale ragione che l’avvocato Renato Archidiacono ha fatto presente oggi, nel corso dell’interrogatorio preventivo, di aver ricusato presso la Corte d’Appello di Roma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, chiamato a decidere sull’arresto del medesimo Secci.
L’avvocato difensore, presentando diversa documentazione, chiede la ricusazione del Gip Cario in quanto avrebbe autorizzato intercettazioni entrando nel merito delle accuse: già nel decreto di autorizzazione alle intercettazioni datata luglio 2025 (circa sei pagine), il Gip, secondo la difesa, si sarebbe pronunciato sui gravi indizi di colpevolezza degli indagati. Secondo la difesa, quindi, il magistrato sarebbe incompatibile e, in ragione di ciò, sarà la Corte d’Appello a dover decidere sulla ricusazione e questo dovrebbe allungare i tempi, in vista della decisione se arrestare o meno Secci e gli altri co indagati, accusati di turbativa d’asta.
Gli altri due indagati, Elisa Cautilli, assistita dall’avvocato Giulio Mastrobattista, e Giuseppe Caramanica, difeso dall’avvocato Massimo Signore, hanno risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario.
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