Ogni 3 secondi una persona sviluppa una forma di demenza, settima causa di morte in tutto il mondo. Le persone colpite sono 47 milioni, numero destinato a triplicarsi entro il 2050 raggiungendo i 152 milioni. In Italia si stimano ad oggi 1.241.000 di casi. Sono i dati presentati in occasione della 24esima Giornata Mondiale dell’Alzheimer, contenuti nel Rapporto mondiale Alzheimer 2018 dalla Federazione Alzheimer Italia e da Adi (Alzheimer’s Disease International).

Il report mette in evidenza come nel 2018 la demenza sia diventata una malattia da mille miliardi di dollari. Non esiste ancora una cura, e molti Paesi non sono ancora dotati di strumenti diagnostici adeguati, di facile accesso agli studi clinici, di medici e ricercatori specializzati. Già nel 2016 era stato rilevato come la maggior parte delle persone nel mondo con demenza dovesse ancora ricevere una diagnosi, oltre a un’assistenza sanitaria completa e continua. A due anni di distanza, la situazione non è migliorata di molto: Paola Barbarino, ceo di Adi ha evidenziato quanto sia sorprendente nella ricerca il dislivello tra Alzheimer e cancro, “rispetto al numero di pubblicazioni il rapporto è di uno a 12”. Adi parla di una delle crisi globali a livello sanitario e sociale più significative del XXI secolo e suggerisce quindi di destinare l’1% del costo sociale della demenza al finanziamento della ricerca sulla demenza stessa.

Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia, alla presentazione del nuovo rapporto, si augura che presto i malati e le loro famiglie “ottengano la cura e il sostegno necessari per mantenere dignità, rispetto, autonomia e uguaglianza“. Nel mondo, infatti, molti paesi ancora non dispongono di strumenti diagnostici adeguati, di facile accesso agli studi clinici, di medici e ricercatori specializzati. E sottolinea poi “la necessità che il Piano Nazionale Demenze riceva gli adeguati finanziamenti mirati a promuovere interventi appropriati nella gestione integrata della malattia”.

Tra le iniziative per contrastare l’indifferenza alla malattia, c’è quella della multinazionale francese Korian che gestisce numerose strutture assistenziali in tutta Italia e che ha ideato una campagna di sensibilizzazione nazionale, anche con il supporto delle famiglie dei malati. L’iniziativa si chiama Spezza l’indifferenza (#spezzalindifferenza) e fa leva su un cortometraggio che esprime tutta la forza invalidante di una malattia che inesorabilmente cancella la memoria del protagonista attraverso il serrato dialogo di una coppia di anziani.


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