COLLEPARDO – La Certosa di Trisulti riapre al pubblico e in due mesi viene presa d’assalto dai visitatori e dai fedeli. Dopo più di tre anni di chiusura arriva il riscatto per il monastero cistercense.

La Certosa di Trisulti è un gioiello medievale del 1204 incastonato nelle colline della Ciociaria. Antichissimo monastero cistercense sito a Collepardo, la Certosa è tornata alla comunità locale.

Le parole del Presidente della regione Lazio

“La Certosa di Trisulti rappresenta un vero e proprio tesoro del Lazio da riscoprire e valorizzare perché rappresenta una risorsa preziosa per lo sviluppo del nostro territorio. In questo momento storico c’è bisogno di investire sulla cultura e sulle bellezze del patrimonio artistico del nostro Paese. La Certosa di Trisulti è un luogo importante di rinascita per il Lazio e per l’Italia che restituiremo al mondo”. Parlava così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nei giorni in cui la Regione annunciava il progetto ideato per il sito culturale.

Un progetto di collaborazione tra pubblico e privato

Il processo di valorizzazione concordato, segue i principi di sussidiarietà orizzontale, di soggetti, istituzionali e non, espressione della società civile, capaci di apportare sinergie operative, da integrarsi con provvedimenti attuativi autonomi. Dal ripristino della fruizione pubblica, con la riattivazione di percorsi di visita guidati, al potenziamento dello sviluppo di un percorso turistico-culturale.

Una collaborazione nella programmazione delle iniziative, al fine di garantire la loro coerenza con le finalità istituzionali e l’altissimo prestigio storico-artistico e architettonico del bene.

Le visite non si arrestano, i turisti amano la Certosa di Trisulti

Più di mille turisti e oltre cento fedeli per la Santa Messa hanno invaso la Certosa di Trisulti nel primo weekend di riapertura dopo la presentazione ufficiale del Ministero e della Regione, a novembre. E successivamente il trend di visite è stato decisamente positivo.

I turisti hanno potuto visitare i luoghi della Certosa anche in alcune parti che in passato non erano accessibili, come l’edificio monasteriale a fianco alla chiesa, il grande chiostro rettangolare e il monumentale Refettorio.

Unico appunto fatto da alcuni visitatori, anche se tutti hanno compreso le difficoltà della ripartenza, è la mancanza al momento di un punto di ristoro per potersi rifornire di bevande e cibo, così come la chiusura dell’antico punto vendita di liquori e altri prodotti dei Frati e dei Padri. Su questo il Ministero e la Regione stanno già lavorando e sarà il prossimo passo del grande progetto di rilancio del sito.


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