Che Tristezza Questo 1 Maggio !

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Con l’aria che tira fare gli auguri ai lavoratori per il 1Maggio suona quasi un insulto visto che il lavoro oramai è un’epifania e non solo in tempi di Covid 19. “Lavorare stanca” è la raccolta di poesie di Cesare Pavese,allora un messaggio quasi incomprensibile per quanti supponevano o erano convinti che gli intellettuali o artisti fossero dei non lavoratori ossia acchiappanuvole (una ragione questa per cui Foscolo decise di andarsene in Inghilterra già allora!). Allo stato attuale il 1 Maggio dovrebbe essere celebrato come una nuova “Resistenza” non già come l’altra,drammatica sì ma a lieto fine (la Liberazione) bensì come la lotta contro la disoccupazione dilagante e imperante,lo sfruttamento a livelli più subdoli, soprattutto, negli anni del favoloso benessere con migliaia di giovani in cerca di fortuna,di lavoratori sottopagati (compresi quelli storici,gli in segnanti!), di manodopera massacrata etc. Cantiamo e balliamo? Per carità, però con musica e parole più pregnanti, magari con un nuovo inno o canzone di protesta collettiva,con una variante rispetto all’originale: “O bello ciao,ciao,ciao…”. Il “bello”,ovviamente, è il lavoro come a dire: “addio, ti saluto”! Sarà disfattismo o cretinismo il mio eppure mai come questo 1 Maggio non ho avuto l’animo di esultare per la festa pensando soprattutto alle vittime di quei medici e infermieri e personale ospedaliero loro sì lavoratori non protetti o esposti,letteralmente massacrati dal lavoro. Che il lavoro nobiliti l’uomo è verissimo ma che oggi lo slogan o la massima significhi sempre più che implichi la miseria è una triste realtà. Che,purtroppo, oggi la “bandiera rossa” della festività sventoli stinta al vento e alla bufera,con qualche macchia di retorica.   (Giorgio Maulucci)


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