LATINA- Un uomo presenta denuncia di stalking nei confronti della sua ex moglie. La vittima dice di provare un forte stato di ansia che lo ha costretto a cambiare le abitudini di vita. La donna, infatti, secondo quanto ipotizzato, si appostava nei pressi del luogo di lavoro della vittima e lo minacciava sui social, per messaggi e con telefonate.
Una donna di Latina di 44 anni, è accusata di stalking dall’ex marito. L’uomo, un libero professionista del capoluogo pontino, ha deciso di presentare una denuncia in Procura nei confronti dell’ex coniuge perché – come ha riferito nella ricostruzione dei fatti – è stato vittima di atti persecutori con modalità che secondo lui, hanno ingenerato un forte stato di ansia costringendolo a cambiare le abitudini di vita. Gli episodi che sono finiti al centro dell’inchiesta sono avvenuti quando era in corso la causa di separazione.
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti e dal pubblico ministero Giuseppe Bontempo, titolare dell’inchiesta, la donna ha fatto degli appostamenti nei pressi del luogo di lavoro dell’uomo e in un caso gli ha fatto sapere che l’avrebbe pagata amaramente.
Le condotte persecutorie – secondo la denuncia – sono state portate avanti sui social network e poi con telefonate e messaggi.
«Sei un mostro» è un’altra frase che ha pronunciato l’imputata all’indirizzo del suo ex per dei fatti che sono avvenuti nel 2018 e nel 2019. Una volta che è stata chiusa l’inchiesta, è stata fissata la data dell’udienza davanti al giudice Mario La Rosa per il prossimo 4 novembre. Ieri a causa dell’astensione degli avvocati penalisti infatti è stato disposto un rinvio. La donna è assistita dall’avvocato Pierluigi Torelli mentre l’uomo che figura come parte offesa è rappresentato dall’avvocato Michele Saveriano. L’imputata ha scelto la strada di un rito alternativo puntando sul giudizio abbreviato.
I casi di stalking in provincia di Latina sono in aumento come è emerso anche dal numero di procedimenti che finiscono prima in Procura e in un secondo momento in udienza preliminare. Alcuni a volte si concludono con la remissione di querela firmata da una parte offesa, in altri invece si arriva anche alla sentenza.
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