Autorità civili, militari e religiose, Sindaci della provincia, Rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, Cittadine e cittadini, oggi celebriamo l’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Il 25 aprile 1945 segnò il culmine di un percorso di riscatto nazionale, restituendo al nostro Paese la libertà, la dignità e la possibilità di costruire un futuro fondato sui principi democratici.
È una data che unisce la memoria storica alla coscienza civile, e che richiama ciascuno di noi ad una riflessione profonda sul valore della libertà.
Nel ricordare quegli eventi, il nostro pensiero va innanzitutto a quanti persero la vita, a coloro che combatterono nella Resistenza, ai militari che rimasero fedeli alle istituzioni, ai civili che subirono le violenze della guerra e dell’occupazione. Uomini e donne che, in condizioni spesso estreme, seppero compiere una scelta di responsabilità e di coraggio, contribuendo alla rinascita dell’Italia.
Anche il territorio pontino fu attraversato da vicende drammatiche. La provincia di Latina, segnata profondamente dagli eventi bellici, fu teatro di distruzioni, sofferenze e sacrifici. Eppure, proprio da queste terre emersero esempi significativi di solidarietà, resilienza e impegno civile. La ricostruzione, materiale e morale, fu possibile grazie alla determinazione delle comunità locali, capaci di trasformare il dolore in speranza e di porre le basi per lo sviluppo successivo.
La Liberazione aprì la strada alla nascita della Repubblica e alla promulgazione della Costituzione, che ancora oggi rappresenta il fondamento della nostra convivenza civile.
In essa trovano espressione i valori per i quali si è combattuto: il rispetto dei diritti inviolabili, l’uguaglianza davanti alla legge, il ripudio della guerra, la promozione della pace e della cooperazione tra i popoli.
Come rappresentante dello Stato sul territorio, avverto in modo particolare la responsabilità di custodire e promuovere questi principi. Il ruolo della Prefettura si fonda proprio su questo: garantire l’ordine pubblico e la sicurezza, ma anche favorire la coesione sociale, il dialogo tra istituzioni e cittadini, la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.
Oggi, in un tempo particolarmente complesso, segnato a livello globale da tensioni, conflitti e sofferenze, il 25 aprile assume il valore di un monito che richiama alla responsabilità, all’impegno e al rispetto, per difendere e custodire, quotidianamente, la pace e la libertà che abbiamo ereditato dai nostri padri.
Ciascuno di noi è, dunque, chiamato a fare la propria parte per riconoscere e contrastare ogni forma di violenza, di discriminazione e di odio, perché come diceva Piero Calamandrei, tra i padri più autorevoli della nostra Costituzione:
“La Costituzione vive davvero solo se ciascuno di noi contribuisce a renderla concreta nella vita di ogni giorno”,
Un pensiero particolare desidero rivolgerlo alle giovani generazioni affinché siano, come ha detto il nostro Presidente Sergio Mattarella, “quel vento di cui il mondo ha bisogno”, capaci di raccogliere l’eredità di chi ha lottato per la libertà e di tradurla in azioni concrete, per costruire una società più giusta e inclusiva.
A noi, come istituzioni, spetta il compito di accompagnarle in questo percorso, offrendo esempi credibili e opportunità di crescita.
Con questo spirito, nel rendere omaggio a quanti hanno contribuito alla Liberazione del nostro Paese, rinnovo l’impegno delle istituzioni a essere presidio di democrazia, giustizia e libertà.
Viva il 25 aprile – viva la Repubblica – viva l’Italia.
Il Prefetto Vittoria Ciaramella
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