Difesa europea, nasce lo scudo antimissili a nove Paesi

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Bruxelles (eu24news.eu) – L’Europa accelera sulla propria sicurezza e compie un nuovo passo verso una vera difesa comune europea. A Parigi è nata la coalizione di nove Paesi che lavorerà allo sviluppo di uno scudo antimissili europeo, con l’obiettivo di rafforzare le capacità difensive del continente in un contesto internazionale sempre più instabile. Tra i Paesi aderenti c’è anche l’Italia insieme a Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca. L’iniziativa è stata presentata durante il vertice della cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”, dedicato al sostegno all’Ucraina e al rafforzamento della sicurezza europea. Per il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, si tratta di un importante passo avanti verso la costruzione di una difesa europea condivisa. Lo scudo antimissili avrà finalità esclusivamente difensive e punterà a sviluppare capacità comuni per proteggere il continente dalle nuove minacce missilistiche attraverso la collaborazione industriale, tecnologica e operativa tra gli Stati aderenti.

Nel corso del vertice, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che nei prossimi mesi si svolgeranno esercitazioni militari nei Paesi confinanti con l’Ucraina per verificare i piani di dispiegamento delle forze multinazionali che potrebbero entrare in azione una volta raggiunto un accordo di pace. Sul fronte del sostegno militare a Kiev, la Francia ha inoltre definito una tabella di marcia per la consegna di 16 caccia e di nuove batterie del sistema di difesa aerea SAMP/T, sviluppato dall’industria italo-francese, che andranno a rafforzare la protezione dello spazio aereo ucraino.

La dichiarazione congiunta firmata dai nove Paesi sottolinea che il progetto non è rivolto contro alcun popolo, ma nasce con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini europei e rimane aperto all’adesione di altri Stati che ne condividano principi e finalità. La nascita della coalizione antimissili conferma come la guerra in Ucraina stia accelerando il dibattito sulla sicurezza europea e sulla necessità per l’Europa di dotarsi di strumenti comuni di difesa sempre più integrati, un percorso che fino a pochi anni fa sembrava lontano, ma che oggi appare sempre più concreto.  A rafforzare la decisione presa durante il summit arriva anche l’annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha comunicato l’adesione del Regno Unito al programma europeo di prestiti da 90 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina. Un ulteriore segnale di come la cooperazione in materia di difesa e sicurezza stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle politiche europee.


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