LATINA – Passa attraverso politiche sociali specifiche l’inclusione delle persone con problemi di disabilità di ogni genere. Ma per farlo c’è bisogno di avere un’amministrazione comunale attenta e pronta ad investire somme di denaro che servano, ad esempio, ad incentivare l’inclusione nel mondo del lavoro, nel mondo della scuola e, non per ultimo, nel mondo dello sport.

Questo il tema dell’incontro che si è svolto ieri a Latina al Point di Fare Latina, organizzato da Robert Scarica,candidato al consiglio comunale per Fare Latina. Tra i presenti il candidato sindaco, Matilde Celentano; Annalisa Muzio, candidata al consiglio comunale per Fare Latina; Luigi Falconi, il ragazzo di Latina, autistico, nominato lo scorso febbraio Alfiere della Repubblica; Erminia Pietrosanti, affetta da sclerosi laterali miotrofica che da anni si batte per difendere i diritti delle persone che vivono la sua stessa disabilità; Massimiliano Casillo, dirigente al comune di Sabaudia anche lui impegnato da anni per i diritti delle persone con disabilità; Alessandro Fantin, non vedente e impegnato nel sociale.

Ad aprire i lavori Robert Scarica, tecnico ortopedico, candidato al consiglio comunale per Fare Latina.

“Mi occupo, per il mio lavoro, di persone con disabilità a volte anche molto gravi. Nell’immaginario collettivo quando si parla di disabilità si pensa subito alle barriere architettoniche e ai posti auto senza sapere che ci sono tante altre cose importanti – ha affermato – come la gestione delle pratiche burocratiche, le visite mediche presso le Asl di competenza che hanno tempi di attesa sempre più lunghi, l’inclusione a livello sportivo ludico, sportivo e culturale, solo per fare qualche esempio. La politica deve farsi carico di questi problemi che vanno risolti per aiutare i disabili e le loro famiglie in quelle che sono le pratiche di tutti i giorni. Per questo, come Fare Latina, abbiamo ritenuto necessario fare integrare nel programma del candidato sindaco, Matilde Celentano, alcuni punti che riteniamo fondamentali come la Consulta della Disabilità e il Disability Manager”.

“Oggi parlo da cittadina che ha la fortuna di avere una ragazza che fa parte di questo mondo e da politico che si è sempre interessato a questo tema ancora prima di sedere in consiglio comunale.  Il nostro primo impegno – ha affermato Annalisa Muzio – sarà quello di rendere operativa la figura del Disability Manager, un percorso iniziato da Matilde e poi terminato da me nella scorsa consiliatura con lo stanziamento in bilancio di 60 mila euro, di cui 40 mila erano previsti per il 2023, per rendere operativa, finalmente, questa figura di cui, per legge, devono dotarsi tutte le amministrazioni pubbliche. Disability Manager e Consulta della Disabilità – ha continuato Annalisa Muzio – sono i primi due obiettivi che ci siamo prefissati perché dobbiamo partire da qui per potere riuscire a mettere in campo una serie di politiche attive per aiutare bambini, ragazzi e famiglie che hanno a che fare con la disabilità e che, giustamente, chiedono risposte da parte del comune. Per quanto riguarda poi lo sport – ha continuato l’avv. Muzio – riprenderemo in mano il progetto del Polo dei Valori, uno spazio già individuato e di proprietà comunale e attualmente inutilizzato a ridosso del Palazzetto, da destinare a tutte le società sportive, e sono tante – ha aggiunto Annalisa Muzio – che organizzano sport inclusivo. C’è un mondo ancora poco conosciuto, anche a Latina, fatto di associazioni, colonie e Asd  che tutti i giorni si occupano di integrare, con lo sport, chi vive una situazione diversa da quella etichettata come “normale”. Queste associazioni vanno aiutate e sostenute, anche economicamente, dal comune perché non possiamo parlare di progresso e sviluppo fino a quando non saremo in grado di includere tutti. Solo così potremo definirci una città all’avanguardia proiettata verso il futuro. E ringrazio Matilde – ha concluso l’avv. Muzio – anche per questa sua attenzione e sensibilità verso questi temi. Anzi, a dirla tutta, questo è uno dei motivi che mi hanno ulteriormente convinta ad appoggiare, in questa tornata amministrativa, la sua candidatura a sindaco. Pensare di avere, dal prossimo 16 maggio, un sindaco che ha così a cuore i temi legati alla disabilità e all’inclusione serve a me così come serve a tutte le famiglie che stanno vivendo le mie stesse gioie e preoccupazioni perché abbiamo bisogno di sostegno e abbiamo bisogno di vivere in una città amica anche in questo senso”.

A chiudere i lavori il candidato sindaco, Matilde Celentano.

“Poniamo al centro delle nostre scelte politiche  – ha dichiarato la candidata sindaco Matilde Celentano – la persona e la coesione sociale quale capacità dell’azione amministrativa di assicurare il benessere della collettività nel suo insieme, sulla base di una rete di iniziative volte a creare le condizioni perché nessuno resti indietro. Le iniziative che intendiamo realizzare sul sociale sono tante. Vogliamo risolvere le fragilità, attenuando le disparità, realizzando un tessuto in grado di supportare la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva della comunità. Tra i passaggi chiave della nostra proposta socio sanitaria – ha spiegato Celentano – c’è quello di rendere operativa la figura del Disability Manager, di realizzare il Peba, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche, inizialmente nel perimetro del centro storico e nelle strutture comunali, per poi estenderlo in tutti gli spazi urbani e nei borghi. Ma anche di potenziare i centri diurni comunali per i minori e per i disabili e di Casa Aima, il centro per l’assistenza ai malati di Alzheimer e di sostegno per i famigliari. Abbiamo previsto altri impegni, come quello per il potenziamento dell’Ufficio di piano socio sanitario e del Pua, Punto unico di accesso, per l’integrazione dei servizi finalizzata a soddisfare i bisogni di salute della persona intesa nella sua globalità, adottando moduli organizzativi integrati con i servizi sociali diretti all’orientamento e alla presa in carico dei bisogni del cittadino. Fare pressing per implementare il servizio di Neuropsichiatria infantile e gli altri servizi socio sanitari sono d’obbligo per una svolta in questo campo”.


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