ALBANO – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha recentemente firmato la proroga dell’ordinanza emanata 6 mesi fa da Virginia Raggi per portare i rifiuti della Capitale (e di 24 altri Comuni dell’hinterland romano) nella discarica di Roncigliano, ad Albano.

Tuttavia, appena 6 mesi fa erano gli stessi compagni di partito di Gualtieri a contestare la decisione presa dall’ex sindaca Raggi, con numerose reazioni da parte di tutta l’opposizione che adesso, invece, sembra aver appreso la notizia decisamente con meno clamore e indignazione – uniche voci fuori dal coro quelle di Massimiliano Borelli, Primo Cittadino di Albano, e Gianluca Staccoli, sindaco di Ariccia.

Nessuno sembra dunque ricordare che nella discarica di Albano vige ancora ancora un’interdittiva antimafia mai superata, nella quale viene chiaramente asserito che “sussiste la presenza di situazioni relative a tentativi di infiltrazione mafiosa”.

Nel 2019 e nel 2020 la Direzione regionale Rifiuti della regione Lazio aveva consentito che venissero approvate le volture a favore di Colle Verde ed Ecoambiente, senza interpellare la Prefettura di Roma in merito all’interdittiva antimafia che pendeva sulla società Pontina Ambiente (che risulta essere tutt’ora proprietaria della discarica) nonostante ci fossero, appunto, le due sentenze del Consiglio di Stato a conferma della validità del provvedimento emesso dal Prefetto.

Parliamo di due volture molto importanti: la prima è la Determinazione della Regione Lazio n° G14894 del 31/10/2019, mentre la seconda, sempre riguardante la discarica di Albano, venne fatta l’anno successivo, nel 2020, entrambe firmate – nonostante la presenza dell’interdittiva della DDA e di un’informativa a firma del Prefetto dell’epoca, Pecoraro – dall’allora Direttore regionale Ciclo dei Rifiuti, Flaminia Tosini, la stessa che il 16 marzo scorso venne raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari.

Insieme alla Tosini, ex sindaco di Vetralla, fu arrestato anche l’amministratore delle società “Ngr Srl” e “Mad Srl”, operanti nel settore dello smaltimento rifiuti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del comando tutela ambientale, l’imprenditore avrebbe ottenuto indebitamente l’autorizzazione per la società “Ngr Srl” per la trasformazione della discarica per i rifiuti inerti di Monte Carnevale, a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu di Roma. Di conseguenza la Tosini venne sospesa dal suo incarico.

Come è stato possibile dunque fare le volture ignorando quanto scritto nell’interdittiva e, di conseguenza, quanto previsto dal Piano Rifiuti regionale? E ancora, dato che i rifiuti nel Lazio sono praticamente gestiti in monopolio – ma considerata l’indisponibilità di spazio a Viterbo – perchè prorogare il conferimento ad Albano nonostante l’opposizione di cittadini e residenti della zona?


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