“Disco Boy”, unico film italiano in concorso per l’Orso d’Oro al LXXIII Berlinale

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Titolo: Disco Boy

Durata: 91 min

Genere: drammatico

Regia: Giacomo Abbruzzese

Sceneggiatura: Giacomo Abbruzzese

Fotografia: Hélène Louvart

Musica: Vitalic

Produzione Paese: Francia, Italia,Belgio, Polonia, 2023

Cast: Franz Rogowski, Morr Ndiaye, Laetitia Ky, Matteo Olivetti, Leon Lucev, Michal Baliki, […]

Il film Disco Boy, opera prima di Giacomo Abbruzzese, è l’unico film italiano in concorso per l’Orso d’Oro al LXXIII Berlinale, la cui premiere è avvenuta domenica 19 febbraio 2023 presso il Berlinale Palast.

Disco Boy racconta la storia del giovane Aleksei (Franz Rogowski), un bielorusso che fugge dal suo paese e si rifugia a Parigi, dove si arruola nella Legione Straniera per ottenere il passaporto francese dopo cinque anni di servizio, e raggiungere così l’agognata libertà. Dopo l’addestramento viene subito inviato in Niger dove fatalmente incontra Jomo (Morr Ndiaye), un giovane rivoluzionario del MEND (Movimento di Emancipazione del Delta del Niger), che si batte contro le multinazionali petrolifere che hanno devastato non solo il territorio ma anche distrutto il suo villaggio. Udoka (Laëtitia Ky), la sorella di Jomo. invece, aspira ad andarsene via perché non vede per il suo Paese la possibilità di affrancamento dagli interessi stranieri. Jomo, con il suo gruppo armato, un giorno, sequestra alcuni francesi per la cui liberazione il comando della Legione Straniera affida ad una squadra, di cui fa parte anche Aleksei, il compito di intervenire per liberarli. Ovviamente l’incontro-scontro tra Aleksei e Jomo sarà inevitabile e violento e, come avviene spesso in tal caso, le loro vite si intrecceranno, lasciando un’impronta indelebile nella psiche di Aleksei, come il grande tatuaggio che gli copre tutto il petto. Ne consegue che Aleksei, ritornato in Francia nel suo reparto, non può dimenticare il passato prossimo, non può infischiarsene, non può comportarsi in maniera indifferente. La sua coscienza è scossa, turbata, agitata, tant’è che il suo equilibrio interiore – messo in risalto dai primi piani del suo volto – è scombussolato  a tal punto che si rifiuta di cantare: Non, Je Ne Regrette Rien (che cantava Edith Piaf): No! Niente di niente/ Non rimpiango niente/ Né il bene fattomi/ Né il male, tutto ciò mi è indifferente! E questo suo atteggiamento gli comporta l’allontanamento dalla Legione.

Disco Boy, che uscirà nelle sale cinematografiche il 9 marzo 2023, ha come protagonista Franz Rogowski (Freaks Out, 2021) assieme a Matteo Olivetti (La terra dell’abbastanza, 2018)) e all’affascinante e splendida Laëtitia Ky, artista poliedrica.
Disco Boy è un film sui generis sia nella sceneggiatura che nel racconto filmico; la fotografia, che risulta fatta di primi piani che mettono a fuoco sagacemente i tormenti individuali, viene avvalorata anche da una musica esaltante e sensazionale, che ben si adatta al procedere incerto delle vicende. Disco Boy è anche un film che analizza, accennandolo, l’aspetto della migrazione e delle relative cause non reso noto dai media (e chissà quale sia il motivo!?), ma si sofferma anche sulla solitudine e sulla delusione dell’essere umano che, nella sua continua e affannosa ricerca della libertà e dell’eldorado, si rende conto di essere schiavo di se stesso, di essere coinvolto incautamente in fatti infausti e di essere strumento pernicioso dei padroni del mondo. Tutto ciò scuote la sua coscienza, lo fa rinsavire ed entrare sponte sua in risonanza con gli altri pari a lui, così come fa il Disco Boy in discoteca.

Francesco Giuliano

 


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).