LATINA – Confisca del patrimonio di Gianluca Tuma: a distanza di due anni annullata dalla Cassazione la misura disposta dal Tribunale di Latina e confermata dalla Corte d’Appello di Roma.
I giudici di Cassazione hanno deciso che dovrà essere di nuovo la Corte d’Appello di Roma a valutare la misura di sequestro e sorveglianza speciale nei confronti di Tuma.
Coinvolto nel processo Don’t Touch dal quale ha rimediato una condanna a 3 anni e 2 mesi per intestazione fittizia di beni, Tuma è tuttora sotto processo. All’inizio, quando scattarono gli arresti dell’indagine denominata Don’t Touch, nel 2015 Tuma era stato tratteggiato come il capo del sodalizio che vedeva ai vertici anche l’amico di sempre, Costantino “Cha Cha” Di Silvio. Un’ipotesi in seguito caduta
Il patrimonio confiscato – secondo la Questura anche attraverso interposte persone – per un ammontare di circa 3 milioni di euro, si concretizza nei seguenti beni: 5 immobili, di cui un appartamento e 3 locali commerciali e un laboratorio industriale, 3 autocarri e un rimorchio, 2 autovetture, 2 motocicli, nonché quote societarie e rapporti bancari di 13 società il cui settore operativo spazia dall’edilizia, alla gestione di immobili, all’impiantistica edile civile fino alla produzione di alimenti. Tra i beni confiscati si segnalano anche le quote di partecipazione alla proprietà dell’A.S. Campoboario ed il marchio verbale e figurativo dell’allora Società Sportiva Calcio U.S. Latina quando ai vertici c’era l’ex deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.





















