Dopo il Giornale ora anche a Repubblica arrivano licenziamenti. E’ inaccettabile

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ROMA- ASR accanto ai colleghi di Repubblica. Gedi faccia la sua parte
Stampa Romana è vicina ai colleghi della redazione e del Cdr di Repubblica.
Sostiene e condivide le ragioni e il rifiuto della linea aziendale conclamata in tagli da 15 milioni sul costo del lavoro giornalistico e in conseguente ammortizzatore sociale.
Il corpo redazionale dal 2009 ha già affrontato in due occasioni gli stati di crisi.
La logica e la pratica dei tagli e dei risparmi tutti scaricati sul costo del lavoro e della redazione non ha messo in sicurezza i conti dell’azienda.
E anche la tanto decantata fusione con La Stampa e la creazione di Gedi, primo gruppo editoriale italiano, segnano la corda se il primo atto specifico e’ il ridimensionamento del ruolo editoriale e industriale del suo quotidiano di punta.
Qualche mese fa avevamo letto con un certo stupore l’intervista all’editore di Repubblica con la quale annunciava gli scenari odierni e ribadiva il rifiuto a mettere mano al suo portafoglio per mitigare le perdite.
La reazione ferma e dura della redazione e’ un invito agli azionisti ad assumersi le proprie responsabilità credendo nel prodotto che giorno per giorno i giornalisti preparano per la comunità di lettori e cittadini e non in una logica estenuante di tagli che, qui come altrove, sta condannando il giornalismo italiano a una lenta e inesorabile estinzione.

Segreteria Associazione Stampa Romana

Cdr Repubblica: tagli inaccettabili alla redazione. Respingiamo il piano editoriale

Dopo i tagli adottati negli ultimi dieci anni, il Gruppo Gedi, editore di Repubblica, ha prospettato ulteriori, pesanti interventi sul costo del lavoro giornalistico.

La redazione ha respinto all’unanimità la proposta dell’azienda e ribadito l’indisponibilità a confrontarsi, in questi termini, sul futuro del quotidiano. E ha invitato gli azionisti a farsi carico di criticità che non possono essere addebitate al corpo redazionale, ma a scelte manageriali, di marketing ed editoriali.

Nel momento in cui Repubblica è sotto attacco da parte della maggioranza di governo, i giornalisti esigono dall’azienda che si mettano in campo tutti gli strumenti e i comportamenti necessari per difendere il giornale, per proteggerne l’autorevolezza e la libertà, per tutelare la comunità dei lettori.

Allo scopo di preservare la qualità e il ruolo di Repubblica come garante del tessuto democratico del Paese, i giornalisti hanno dichiarato lo stato di agitazione, con il blocco contestuale di ogni nuova iniziativa editoriale, e hanno affidato al Comitato di redazione un pacchetto di cinque giorni di sciopero e la valutazione sull’uso di altre forme di lotta.

Al Cdr è stato inoltre dato mandato di ottenere dall’azienda un piano industriale dettagliato, accompagnato dalle specifiche sui conti del gruppo e sull’analitica distribuzione di costi e ricavi. E di chiedere alla direzione di Repubblica se ritenga questi ulteriori tagli compatibili con la qualità del prodotto in tutte le sue declinazioni, cartacee e digitali.

Il Comitato di Redazione di Repubblicca


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