Quante volte ho mangiato con mio papà e mamma.Tante! Ricordo Ajmone Finestra che, immancabilmente, tutte le domeniche portava la famiglia in questo ristorante, con la moglie e i figli Poalo e Carlo. Ajmone oggi capisco che sei stato davvero bravo. Ricordo che volevi bene sempre a mio fratello Giorgio come ” miglior intellettuale della città ” Chiamasti la professoressa Angeli come assessore e poi Tana, come city Manager e Gori era un bravo capo gabinetto. Da Bologna arrivò Pier Luigi Cervellati. Avevi un’idea di città e avesti il coraggio delle scelte, ciò che manca oggi. Tu eri un Camerata vero e ti hanno voluto bene in tanti perchè hai sempre creduto nei valori e rispettato gli altri.
L’Impero fu il primo ristorante della città. Virgilio Silvestri venne da Velletri e lo aprì il 17 dicembre del 1934, quando fu istituita la Provincia di Littoria. I tavoli allora erano occupati da Ministri e Podestà e c’era anche il Capo del Governo, Benito Mussolini.
Non è stato facile per Paola e Fiorella, nipoti di Virgilio Silvestri, fondatore del primo ristorante di Littoria, lasciare il posto nel quale sono cresciute, insieme al resto della famiglia, fino a quattro anni fa, affiancate dall’esperienza della zia Iris, che oggi ha 104 anni, testimone diretta dell’intera epopea dei Silvestri, arrivati dai Castelli Romani, nel 1932 per cucinare e dare da mangiare agli operai che costruivano la prima delle città nuove volute dal Duce. Un mese fa entrai perchè stava mangiando un mio amico e lo salutai e chiesi a Paola se il ristorante chiudesse e mi disse “no, continuiamo” e mi diede anche il biglietto con il numero di telefono. Ma io già avevo saputo che il locale era stato venduto a due giovani imprenditori, che operano nel mondo della ristorazione e continueranno la storia del primo ristorante della città, ma sarà tutto un altro film. Ieri è sparita anche la vecchia scritta “Impero” ed è giusto così! Il locale sarà proietttato verso il centenario, tanto caro a Vincenzo Zaccheo,presidente della Fondazione, a Massimo Passamonti, a Matilde Celentano, ma sarà tutta un’altra storia, la storia che verrà, dell’intelligenza artificiale. Non ci sarà più il brodo di gallina,di zia Iris,ma altri piatti. L’Impero è finito per sempre. Addio !
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