LATINA – «È solo anemia», invece era un tumore: Asl di Latina condannata a pagare 140mila euro per la diagnosi errata. Aveva un tumore, ma per oltre un anno non gli è stato diagnosticato. È questa la vicenda che ha portato la ASL di Latina a essere condannata dal Tribunale civile a risarcire con 140mila euro un paziente di 72 anni, un ex insegnante, per una diagnosi sbagliata e tardiva.

Tutto ha inizio nel febbraio del 2017, quando l’uomo si presenta all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina per emoglobina bassa. I medici attribuiscono i sintomi a una semplice anemia e lo sottopongono a trasfusioni di sangue, senza però disporre ulteriori accertamenti.

Passano 18 mesi prima che, a seguito di controlli presso il Policlinico Gemelli di Roma, emerga la vera causa dei disturbi: un tumore inoperabile, che nel frattempo si era aggravato. Secondo la consulenza tecnica disposta dal tribunale, l’uomo avrebbe dovuto essere sottoposto subito a un’endoscopia, esame che avrebbe permesso una diagnosi tempestiva.

Il giudice Laura Gigante, accogliendo la richiesta dell’avvocato Lorenzo Fusco, ha riconosciuto una condotta colposa da parte dell’ASL e dei medici, che hanno agito con una “valutazione superficiale del quadro clinico” e adottato un approccio non adeguato alla situazione del paziente.

Nel dispositivo si legge che la condotta ha determinato una perdita di chance del 40% per il paziente e ha compromesso gravemente le sue possibilità di cura.

Una sentenza che mette ancora una volta sotto i riflettori l’importanza di una diagnosi accurata e tempestiva, e la responsabilità delle strutture sanitarie nel gestire con attenzione anche i sintomi apparentemente comuni, come nel caso dell’anemia.

 


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