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Elba: traghetti affollati e poche misure di sicurezza

Viaggio sulla tratta Piombino Portoferraio, dove il covid non esiste

Le banchine del porto di Piombino si riempiono, orde di persone si presentano per prendere un traghetto che magari neanche esiste. Proprio così, perché sui vari siti di acquisto compaiono una seria infinita di orari con tratte che nessuno sa se mai saranno coperte.

Difatti qualche compagnia seria ha ben pensato di ridurre il numero delle corse a proprio piacimento, così da stipare le persone su meno traghetti, dev’essere sicuramente una trovata ambientalista e non un mero motivo economico.

La tratta Piombino Elba diventa un luogo di aggregazione e la compagnia che si occupa dei collegamenti marittimi ha pensato di mettere in pratica le parole di Conte “restiamo distanti oggi per riabbracciarci più forte domani”. Evidentemente hanno deciso che ci saremmo riabbracciati sui traghetti diretti all’Isola d’Elba.

Una volta saliti a bordo le distanze di sicurezza e le misure di contenimento diventano un ricordo lontano, nessun membro dell’equipaggio dice nulla (d’altronde la sola soluzione sarebbe buttare qualcuno in mare). La gente, con e senza mascherina, a discrezione dei singoli, si assembra nelle sale, sui ponti, sulle poltrone.

Una voce quasi canzonatoria ricorda come la compagnia faccia di tutto per rispettare le misure di sicurezza. Sono quasi commosso da tanto zelo.

I ponti della nave si trasformano presto, per la tale quantità di gente presente, nel secondo anello di San Siro.

Mi chiedo come mai le persone non scelgano un’altra compagnia per fare la stessa tratta, ma mi ricordo che un’altra compagnia, praticamente, non esiste.


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