LATINA – Gran parte della mia azione parlamentare nel 2022 è stata dedicata agli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici. Non mi stancherò mai di dirlo: l’approccio emergenziale non ci porterà da nessuna parte. Serve un intervento a lungo termine sulle infrastrutture primarie per la fornitura di acqua destinata a usi civili, agricoli, industriali e ambientali, in modo da garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in tutti i settori, nel Lazio come in tutta Italia. Investire nelle infrastrutture idriche ha un impatto non solo sociale, ma anche economico. Una più efficiente e moderna gestione dell’acqua può garantire alla collettività maggiore ricchezza prodotta e riduzione degli sprechi. Secondo l’OMS, a livello globale per ogni dollaro investito nelle infrastrutture di trattamento idrico destinate all’approvvigionamento di acqua potabile, il ritorno è di 2 dollari. Per fare ciò dobbiamo uscire dai soliti schemi. È necessario affidarsi a professionisti, investire nei nostri giovani talenti, ed adottare un approccio ispirato alla natura per salvaguardare gli ecosistemi naturali. Se è vero che le grandi soluzioni devono arrivare da un’azione internazionale, nel nostro piccolo, le amministrazioni locali – pressoché dimenticate dall’attuale Governo -possono fare tanto. L’analisi computazionale, l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale sono essenziali per comprendere le complessità della natura.
Concordo con Beppe Grillo che nel suo blog fa un richiamo alla “sobrietà” ricordando che “la crescita delle energie rinnovabili incontra limiti da non superare, per esempio la scarsità delle superfici utili e i conflitti con altre esigenze della società, quali la protezione della natura, del paesaggio, degli insediamenti e dei monumenti storici. Inoltre, sono critici l’uso di materiali problematici o limitati e lo smaltimento degli impianti a fine vita. Per questo, scrive l’Ufficio federale dell’energia, occorre fare un uso delle energie rinnovabili non solo all’insegna della eco-efficienza ma anche della sobrietà e della parsimonia”. Caro Beppe, bene ridurre i consumi, ma non possiamo chiedere ai cittadini di cambiare stile di vita perché chi li governa non trova soluzioni adeguate, o fondi! Come dici tu lavoriamo meno, consumiamo meno, sprechiamo meno, ma perché chi ci governa semplicemente non può fare di più? Perché se lo Stato da solo non è in grado di assicurare la dotazione finanziaria necessaria, è possibile avviare una partnership a maggioranza pubblica che preveda la necessaria partecipazione privata (PPP) nel settore idrico come già fatto da altri Paesi. La Giordania, ad esempio, con la messa in funzione del progetto As-Samra Wastewater Treatment Plant. Un altro strumento finanziario a disposizione del Governo è quello dei green bond, le cosiddette obbligazioni verdi, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente secondo standard ben precisi che vengono certificati dalla Climate Bonds Initiative (CBI), un’organizzazione riconosciuta a livello mondiale e impegnata a smobilizzare investimenti pari a 100 trilioni di dollari per infrastrutture sostenibili. Quali discussioni il Governo ha intrapreso con le amministrazioni locali, regioni, comuni e aziende, per valutare reali strategie di adattamento da implementate con urgenza in vista dell’inverno, così da prevedere l’accumulo e il recupero di acqua preziosa per l’estate quando andremo incontro inevitabilmente e prolungati periodi di siccità che mettono a rischio la produzione agricola e le derrate alimentari? Nulla è stato fatto per la messa in sicurezza dei fiumi cittadini, mentre scarseggiano le risorse per il mantenimento di ecosistemi sani e ben funzionanti attraverso pratiche sostenibili di gestione della terra che implicano, ad esempio, il mantenimento di paesaggi rurali, la protezione di alberi e cespugli, e l’evitare un uso eccessivo o la perdita di acqua dalle condutture cittadine. Il miglioramento della salute del territorio è un approccio proattivo essenziale nel controllo e nella gestione dell’emergenza in corso da anni, molto più efficace rispetto a approcci reattivi, le cosiddette passerelle dove si promettono aiuti in tempi record.
La regione Lazio ed in particolare Latina deve fare di più per affrontare problemi secolari in agricoltura, iniziando a pensare ad un futuro più sostenibile ed ecologico. A poco servono tavoli tecnici di emergenza. Oggi i Consorzi di Bonifica hanno pronti progetti cantierabili ed esecutivi per potere cogliere le opportunità ministeriali, oltre a quelle della Cabina di Regia contro la siccità. Tuttavia, da quanto emerge, manca proprio una visione lungimirante. Si continua a ragionare secondo una logica di giorni o settimane, ma l’approccio resta appunto emergenziale e reazionario, mentre in altri parti del mondo ci si sta adattando al cambiamento climatico, introducendo una nuova agricoltura. In Australia, ad esempio, un’azienda produce il 15 per cento del fabbisogno di pomodori a zero CO2.
Desalinizzano acqua del mare grazie ad imponenti impianti fotovoltaici, mentre con idroponica minimizzano l’uso dell’acqua. Un’azienda israeliana, nata come una start-up, è divenuta leader mondiale nel mercato dei dispositivi per l’acqua potabile atmosferica (AWG), macchine che creano acqua potabile dall’aria. Il modo più efficace ed economico per risolvere il pressante problema della scarsità di acqua potabile in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Tali soluzioni offerte dalla scienza consentono numerosi vantaggi come l’eliminazione delle catene di approvvigionamento ad alta intensità di carbonio e dei rifiuti di plastica dannosi per l’ambiente. Questo è il futuro, ma noi siamo ancora qui a ragionare su fondi da utilizzare per garantire l’irrigazione di attuali colture, mentre tra qualche mese, il problema sarà alluvioni e allagamenti, nel Lazio come in gran parte d’Italia. Ricordo i danni realizzati dal maltempo a Milano lo scorso autunno, così come gli alberi caduti e gli allagamenti di Latina di un anno fa. Senza un intervento strutturale purtroppo la situazione rimarrà la stessa e i cittadini continueranno a pagare le conseguenze di una politica fallimentare e bieca.
Lo dichiara l’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
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