SABAUDIA – Interessante, coinvolgente, ricca di punti di riflessione la presentazione del libro “Noi fuori – le voci dei detenuti di Rebibbia”, andata in onda ieri presso la sala adunanza della Parrocchia Santissima Annunziata di Sabaudia, incentrato sulla paura del domani che scuote i reclusi quando per loro stanno per schiudersi i cancelli del carcere dopo un periodo più o meno lungo di detenzione.

Lei, Emma Zordan, la curatrice del volume, suora di Sabaudia dell’ordine delle Adoratrici del Sangue di Cristo, volontaria da ben oltre un decennio nel carcere romano, dove fuori non c’è nemmeno il mare, quella sensazione di salto nel buio in un mondo da cui i ristretti ritengono di non essere più accettati, la conosce a menadito. La tocca con mano ogni volta che varca quella soglia, per assistere coloro accanto ai quali ha speso una buona fetta di vita. La legge quotidianamente nei loro occhi e nelle loro parole, dove chiaramente traspaiono sfiducia e disincanto, complici le falle che tappezzano il tessuto dl un sistema carcerario incapace di fornire le basi per un sereno reinserimento nella società, come ha fermamente rimarcato suor Emma.

Emozionanti, poi, nel corso della serata, le parole di Fabio, un ex detenuto, che ha portato la sua viva testimonianza. Lui ha sbagliato ed ha pagato, sulla sua pelle ha vissuto lo stesso travaglio interiore, ma, una volta fuori, ha saputo trovare la forza per risollevarsi da solo, procurandosi un lavoro e riuscendo così a riprendersi la sua vera vita.

Altre testimonianze, tratte dal libro, sono state lette magistralmente da Daniela Carfagna, mentre Rosalba Grassi ha coordinato con acume e delicatezza le varie fasi dell’incontro. Applauditi dall’attento pubblico di Sabaudia gli interventi di Don Massimo Castagna, squisito padrone di casa, e del sindaco Alberto Mosca.


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