Sulla Campagna di Sicilia a 83 anni dallo sbarco. Cosa determina la vittoria in un conflitto? Sono i mezzi, la strategia dei generali o il valore dei singoli soldati? Questo il punto di partenza del convegno, presentato dall’associazione “Quel che Resta del Tempo”, organizzato dalla sezione ANPd’I Colline Romane, “ Eroi senza gloria Palma di Montechiaro, l’ultima battaglia” che si terrà il 21 marzo 2026 alle ore 16:30 presso Sala Gran Duca di York – Frascati – RM. Il focus sulla Campagna di Sicilia non solo come evento bellico decisivo per le sorti dell’Italia, ma come prisma attraverso cui osservare la condizione umana del combattente. Il titolo dell’intervento principale, “Eroi senza gloria”, solleva una questione centrale: il destino di migliaia di uomini — spesso soldati di leva, giovani mandati allo sbaraglio con un addestramento minimo — che si trovarono a fronteggiare la portentosa macchina bellica alleata. “Fin dai tempi antichi il risultato di ogni conflitto dipende da fattori immutabili: uomini, mezzi, comandanti e fronte interno”, spiega Claudia Sabatini presidente dell’associazione “Quel che Resta del Tempo”. “In Sicilia, questi elementi si scontrarono in modo drammatico, mettendo in luce il divario tra i soldati di professione e chi, alle prime armi, fu chiamato a un compito superiore alle proprie forze.” Sì affrontera’ il “trauma morale” che ancora oggi condiziona il racconto di quegli anni a sottolinearlo lo storico e saggista prof. Aldo G. RICCI, l’ombra dell’armistizio ha spesso oscurato il sacrificio di chi, prima di quella data, combatteva con lo stesso spirito dei fanti del Piave. Nel particolare un episodio riguardante il 527º Btg bersaglieri comandato dal Maggiore Mario SABATINI che a Palma di Montechiaro fu protagonista di una controversa vicenda e dei suoi retroscena, “Citando Churchill, le nazioni che cadono combattendo risorgono, quelle che si arrendono docilmente sono finite”. “In Sicilia, nel 1943, si consumò un dramma collettivo che preferiamo dimenticare. Riconoscere quegli ‘eroi senza gloria’ significa fare i conti oggi con la nostra coscienza nazionale e restituire dignità a uomini travolti da un destino più grande di loro.” Il convegno si propone come atto di giustizia verso la memoria… Restituire un volto e una dignità agli eroi senza gloria del 1943 significa fare i conti con la nostra storia, oltre ogni giudizio a posteriori.























