Edoardo Iannuccelli – mio nonno paterno – proveniva dalla meravigliosa Arpinum, la Civitas Ciceroniana, era un alto dirigente del Ministero delle Finanze in seno all’Utif a Reggio Emilia. Lì visse per anni dedicandosi anche a pittura, scrittura e poesia, cominciando con la pubblicazione di preziose tabelle utili per il calcolo dell’alcol etilico ancora in uso, apprezzati libri di turismo reggiano. Una volta pensionato decise di tornare ad Arpino, dedicò alla città natale dal 1960 una lunga e preziosa serie di sue libri sulla storia e il costume arpinate, tutte edite e distribuite a selezionati concittadini a sue spese. Il turismo arpinate ha tratto enorme giovamento dalle sue proposte.
Ianua Coeli, porta del cielo. È l’antichissima origine del nostro cognome. Un suo racconto mi viene in mente a sorpresa. Siamo nel 1968 ad Arpino, il 2 novembre. Una intraprendente mucca transitando alla cavezza attraverso il centro di Arpino, si bloccò improvvisamente e dette un rumoroso show in piazza Municipio colma di gente. Il tutto impazzendo, scalciando e scivolando sul travertino della piazza con muggiti, mostrando aggressività e producendo deiezioni, la mucca sfuggiva al vaccaro che non si dava pace. Il bellissimo salotto di Arpino fu coperto da letame, la mucca correva e strepitava creando una sorta di corrida davanti a cittadini rimasti allibiti.
Mio nonno Edoardo era presente in piazza e descrisse minuziosamente quell’episodio, come in molti ricordano, nel libello dal titolo “La mucca impazzita”, ora richiesto da alcuni giovani arpinati.























