Evviva, alla stazione di Latina è arrivato l’ascensore

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Da qualche giorno i passeggeri in arrivo o in partenza dalla stazione di Latina scalo possono utilizzare un ascensore. Un’attesa durata tanti anni, da quando esiste questa stazione, che fu disegnata dall’architetto e ingegnere, Angiolo Mazzoni, uno dei migliori dell’epoca, in cui il fascismo prese il potere e concepì le città nuove volute da Mussolini. Mazzoni nacque a Bologna, nel 1894 e morì a Roma nel 1979. Architetto e ingegnere lavorò al ministero delle comunicazioni e concepì, non solo la stazione di Latina, ma anche quella di S Maria Novella di  Firenze, Roma Termini, il palazzo delle poste di Sabaudia di Palermo e di Latina. La stazione di Latina ha subito vari interventi negli ultimi anni e  i lavori hanno dato un tocco di innovazione a tutto il complesso, senza stravolgere il disegno originario di Mazzoni.

Ricordo quante volte, tornando con le valigie cariche, ho sofferto, insieme a tanti passeggeri, per fare quelle scale del sottopassaggio.

Per tanti anni un tifoso della Juve, disabile, è stato accompagnato da personale, che doveva giuingere da Roma Termini, per poter  agevolare  la persona a passare  da un binario all’altro.

E’ già, perchè in questi casi bisognava avvertire il compartimento di Roma, tre giorni prima, perchè l’operazione potesse andare in porto. Quanta fatica ! Si, perchè a Latina funzionava così, mentre  stazioni molto piccole, come ad esempio, quella di Ora ,vicino a Bolzano, avevano  già l’ascensore. A Latina ora sono arrivate lentamente altre migliorie, ma la sala d’attesa è ancora chiusa . Dicono che sarà automatizzata direttamente da Roma Termini, con la chiusura fissata alle 23, ma intanto occorre ancora che venga ripulita e imbiancata, dopo le infiltrazioni di acqua che hanno rovinato il soffitto. Ora l’ascensore c’è ed anche le scale al tronco 1 sono nuove di zecca. E’ tutto più funzionale e moderno.  Era ora!

Unico rimpianto quel tavolo di marmo bellissimo, che era posizionato  all’ingresso, sulla destra e che è sparito per sempre. Era il tavolo dove molti di noi sistemavano il giornale, leggendo i titoli principali, prima di  salire sul treno per raggiungere l’università o il posto di lavoro.

Qui sono passati migliaia di pendolari, di passeggeri,ognuno con la sua storia le sue ansie ,le sue speranze,i suoi primo amori. La  stazione ha visto crescere tanti ragazzi. Anche l’edicola era in quel buco, vicino alla sala d’attesa, gestita da due signore un pò scorbutiche, ma simpatiche. Ora tutto e cambiato, mentre i treni, completamente rinnovati,penso al Vivalto, continuano ad andare su e giù, a volte in perfetto orario,a volte in ritardo, ma la vecchia direttissima Roma – Napoli è sempre lì e mantiene il suo antico fascino, nonostante gli anni che passano inesorabili.


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