SAN CASTRESE DI SESSA AURUNCA – L’Arcivescovo di Monreale, S.E. Mons. Gualtiero Isacchi, ha consegnato ieri alla città di Marano di Napoli, prima tappa della “Peregrinatio Sancti Castrensis”, l’urna sacra contenente i resti del Santo.
Un emozionante ritorno nei luoghi d’origine, un evento storico di rilevanza straordinaria per la comunità cristiana locale, considerato che le reliquie del Corpo del Protettore, mancavano dalla Campania da ben 850 anni. Correva, infatti, l’anno 1187 quando da Capua furono traslate nella Chiesa Madre della cittadina siciliana.
Presenti al rito d’accoglienza e al successivo corteo di culto anche il Parroco Don Carlo Fiorenza e una folta delegazione di San Castrese di Sessa Aurunca, meta della seconda tappa in programma nella serata di giovedì prossimo, 4 settembre, dove sono in prossimità del traguardo le attività organizzative per ospitare e celebrare degnamente le spoglie del Santo Patrono.
L’arrivo, con cerimonia di benvenuto, in un paese, già da un pezzo in fervente attesa, è previsto alle ore 18,00, al quale, intorno alle 18,30, seguirà la solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Giacomo Cirulli, Vescovo delle Diocesi di Sessa Aurunca, Teano-Calvi e Alife-Caiazzo.
Il reliquario resterà nella chiesa parrocchiale alla venerazione dei fedeli del ridente e industrioso borgo campano a ridosso della regione Lazio fino a domenica 7 settembre, per essere trasferito poi presso la chiesa parrocchiale di Castel Volturno per l’atto finale della “Peregrinatio”, officiato dall’Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta, S.E. Mons. Pietro Lagnese.
Esprimendo riconoscenza e gratitudine nei confronti dell’arcivescovo di Monreale “per aver consentito questo speciale evento”, Don Carlo Fiorenza invita i parrocchiani, ma soprattutto i concittadini che la vita ha portato a trasferirsi in altra sede, ad unirsi alle celebrazioni per il ritorno delle sacre reliquie.
“Sarebbe fantastico, nel limite del possibile – scrive don Carlo – avervi qui quando l’urna sacra, contenente le spoglie del Santo, verrà esposta nella chiesa parrocchiale”.
Un invito al quale, in virtù dell’ormai ferrea e consolidata devozione che li lega al loro amatissimo Patrono, i sancastresani vicini e lontani non si sottrarranno di certo.
























