BERLINO- Alla Paranza dei bambini di Claudio Giovannesi va il premio per la migliore sceneggiatura, firmata dal regista con Maurizio Braucci e con l’autore del libro Roberto Saviano: «Dedico il premio – dice Saviano – alle organizzazioni non governative che salvano vite nel Mediterraneo e ai maestri di strada che salvano vite nei quartieri popolari. Oggi, nel nostro Paese, è molto complicato raccontare la verità». Dopo di lui parla Braucci: «I ragazzi del nostro Sud hanno bisogno di supporto maggiore, questo deve essere un obiettivo fondamentale». E poi Giovannesi: «Speriamo che in Italia la cultura, la formazione, l’arte, tornino a essere una priorità».
La delusione più grande è sul volto di François Ozon che guadagna il Gran Premio della Giuria per Grace à Dieu, ma è evidente che abbia sperato di ottenere il riconoscimento più importante. Il suo film sullo scandalo dei preti pedofili in Francia debutta in un momento significativo, visto che, proprio ieri Papa Bergoglio ha deciso di «spretare» l’ex-arcivescovo di Washington McCarrick colpevole di abusi: «Non so se il cinema può davvero cambiare il mondo, ma sicuramente può aiutarci a capirlo. Ringrazio la giuria e dedico il premio ai protagonisti delle storie vere che racconto nel film».
Sinceramente felici Yong Mei e Wang Jingchun, marito e moglie nel magnifico So Long, My Son di Wang Xiaoshuai, affresco sulla Cina in mutamento che secondo molti avrebbe meritato di più. Grande entusiasmo anche da parte di Angela Schanelec, premiata per la regia di I Was at Home, But, e di Nora Fingscheidt che ha ottenuto l’Alfred Bauer riservato alle nuove prospettive del cinema. I riconoscimenti al femminile, in una giuria guidata da una donna, con sei registe in gara, erano attesi, ma ci si aspettava altre scelte. E il super favorito dei pronostici God Exists, Her Name is Petrunya, regia di Teona Strugar Mitevska, è stato infatti ignorato.
Gala e passaggio di consegne
Sul palcoscenico del gala finale, più diluito del solito per via del lungo omaggio al direttore Kosslick che, dopo aver diretto la kermesse dal 2002 al 2019, passa il testimone all’italiano Carlo Chatrian, affiancato dalla tedesca Mariette Rissenbeek, annunci e proclami hanno avuto ruolo preponderante.
La prima dichiarazione tocca a Binoche e riguarda l’assenza, per motivi di censura, del maestro Zhang Yimou che alla Berlinale avrebbe dovuto presentare la sua ultima opera One Second: «Rimpiangiamo di non aver potuto vedere il suo film. Zhang Yimou è stata una voce centrale nel cinema del mondo, non l’abbiamo potuta ascoltare, e ci manca molto».
Subito dopo la fine della cerimonia, parlando della Paranza dei bambini (prodotto da Palomar con Vision Distribution e in collaborazione con Sky Cinema) Saviano è tornato sul tema migranti: «Si parla della loro invasione e non di quella dei capitali criminali. Si fermano i corpi e si lascia passare il veleno dei capitali».
Nel filmato proiettato in onore di Kosslick, un montaggio di immagini dei momenti top della rassegna, pieno di divi dello star system mondiale, si avvertiva, ieri, un vago rimpianto per una manifestazione che forse, non potrà più raggiungere quelle vette di popolarità. Le date della prossima edizione, spostate in avanti, dopo la cerimonia degli Oscar, fanno immaginare maggiori difficoltà nella selezione di film Usa che in quel periodo, attendono di essere selezionati per Cannes o per Venezia. Insomma, dal 2020, qualcosa potrebbe cambiare, toccherà al neo-direttore italiano decidere in quale senso. (Fonte La Stampa)
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.






















