LATINA- Formidabili quegli anni. Musica Radio è stata importante nella mia vita. Una radio libera creata nel 1976 a Latina con largo seguito popolare. “II Signor Bertold Brecht” era la trasmissione dotta e di approfondimento culturale ideata e condotta da Giorgio Maulucci, mentre il fratello Mauro aveva ideato “Ritagli”, un contenitore di satira politica, Le dediche erano il pezzo forte della mattina con Mario Dị Lembo in studio. Tanti tradimenti e relazioni clandestine si scoprivano attraverso messaggi in codice. Alcuni esempi: “Da Cicciolo a Cicciola con tanto amore” “Dalla Lupa a Paoletto”, “Da Piccino a Piccina”, “Dal Cavaliere alla Darna”. Luigi Ceci era amico della Lupa ma gli aveva detto di chiamarsi Paolo lannuccelli, lei quindi mi cercava continuamente al telefono ma la voce non era quella di Luigi. Non si arrabbiò mai, continuò a stimare il “Ceciotto”, suo medico di fiducia. “Overtime” andava in onda ogni domenica alle 20 condotta da me e Gabriele Viscomi. Era il basket minuto per minuto con interventi da tutti i campi della serie B grazie al telefono a gettoni. Le dirette del calcio, basket e baseball erano punti di forza dell’emittente con ascolti altissimi. Il notiziario “Telescrivente Uno” era diretto da Guglielmo Bove, offriva alla città un dibattito politico molto vivo, talvolta acceso ma sempre nei limiti della correttezza. Musica Radio era l’espressione del mondo della sinistra cittadina, dei sindacati, delle associazioni culturali, del movimento degli studenti. 

Tanti chilometri in auto, pullman, treno per seguire la squadra del cuore con Francesco Di Leginio, Vincenzo Abbruzzino, Gianfranco Pardo, Umberto Paluzzi, venivano stesi dei lunghi cavi telefonici per trasmettere da posizioni talvolta poco comode. Gaudenzio era un appassionato di calcio – tifosissimo del Latina – che ogni lunedì si presentava per dire la sua – alle 20 in punto – nella trasmissione in diretta con ospiti in studio i tifosi nerazzurri. Una volta,  Paolo Ciferri – detto Gaudenzio – si arrabbiò non si sa bene per quale motivo, scese le scale, cercò la prima cabina telefonica e chiamò la radio senza staccare più la cornetta: il telefono rimase isolato per ore e i tifosi non furono più in grado di intervenire in diretta. Tanti scherzi a Musica Radio. C’erano quelli della Digos che frequentavano la sede. “Sentivamo dei passi – racconta Di Lembo – una sera abbiamo sentito venire qualcuno in redazione, spegnemmo tutte le luci, un collega fece uno sgambetto a un signore mentre entrava, si trattava di un poliziotto in divisa che voleva farsi duplicare una cassetta musicale”. Quando sono nate le prime radio i politici, attratti dalla novità, erano interessati. “Venne l’Onorevole Guido Bernardi con indosso giacca e cravatta, entrò nel primo ufficio e vide una stanza con appesi ai muri ritratti di Che Guevara e sei ragazzi tutti capelloni. Tolse il disturbo dopo due minuti”, ricorda Mario Di Lembo.

Il 23 novembre 1980 un forte terremoto ha colpito I’Irpinia. II terremoto fu sentito anche a Latina e la paura fu tanta alla radio. Stavamo seguendo il calcio in tv. “Traversa di Brady – disse il cronista della partita registrata tra Juve e Inter -, in quel momento ci fermammo tutti, chiamammo dopo dieci minuti il Comani e ci informarono del sisma”. Quando durante una puntata di “Ritagli” Mauro Maulucci disse che aveva visto Maurizio Grandi nei pressi di una Mercedes per prendere una borchia, suscitò le ire del noto giornalista di Telelazio che telefonò dicendo: “Cose che succedono quando si mette la patacca in mano ai ragazzini”.

Un artista famoso è cresciuto a Musica Radio. Martufello era bravissimo con le sue battute, quando arrivava con il suo Ducati Scrambler passava alla pasticceria Del Rosso in Corso Matteotti per fare scorta di ottime pastarelle “Gli calavo il microfono dal 4° piano e lui salutava con enfasi al centro della strada”. “So’ arivato”, diceva in sezzese, ricorda scherzosamente Di Lembo. Chi stava alla consolle faceva di tutto per catturare le ascoltatrici, le casalinghe erano quelle sempre incollate a Musica Radio, poi volevano incontrare dal vivo i loro idoli.  Chi portava torte fatte in casa, a Carnevale le frappe, a San Giuseppe le zeppole e a Pasqua la pastiera, la redazione sembrava una pasticceria, specialmente quando veniva trasmesso uno splendido programma sulla canzone napoletana.


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