ROMA (ITALPRESS) – A Roma, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, 275 Commissari della Polizia di Stato hanno giurato fedeltà alla Repubblica davanti alla Bandiera della Scuola Superiore di Polizia, a conclusione del 113° bis e del 114° Corso di formazione. La cerimonia del giuramento e di consegna della sciarpa tricolore, simbolo dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, si è svolta alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.
Il giuramento di 275 Commissari rappresenta il contingente più numeroso degli ultimi corsi di formazione, a testimonianza dell’impegno dell’Amministrazione nel rafforzamento delle strutture operative della Polizia di Stato sul territorio nazionale. Il giuramento segna per i Commissari il momento della loro entrata in servizio operativo e assume, oggi, un doppio valore simbolico perché cade nell’arco del centenario dall’istituzione della Scuola Superiore di Polizia. Un secolo che ha visto la Scuola impegnata nella preparazione della futura classe dirigente della Polizia di Stato. La Scuola è diventata nel tempo un laboratorio di studio e di ricerca in grado di mutare e adattarsi allo spirito dei tempi, rimanendo sempre fedele al proprio principio ispiratore: formare leader della pubblica sicurezza, elevandone la preparazione giuridica, la cultura istituzionale, la sensibilità morale ed etica al servizio della comunità.
L’evento è stato introdotto dal Direttore della Scuola Superiore di Polizia Mario Viola, che prima di dare lettura della solenne formula del giuramento si è rivolto ai Commissari dicendo: “Guardate al futuro con fiducia e con coraggio, nella consapevolezza che la Scuola vi ha fornito le competenze per affrontare con equilibrio e professionalità le delicate responsabilità che vi attendono. Per ciascuno di voi si apre un percorso professionale intenso e stimolante, che richiederà curiosità intellettuale e capacità di ascolto”.
Erano presenti alla cerimonia il Sottosegretario di Stato all’Interno Nicola Molteni, il Sottosegretario di Stato all’Interno Wanda Ferro, il Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Lorenzo Guerini, il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, il Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie Alessandro Battilocchio.
Nel suo intervento il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che “oggi è un giorno molto importante. Con la conclusione del corso termina infatti il tempo nel quale la responsabilità principale era apprendere. Da domani sarete chiamati a mettere a disposizione dell’Amministrazione e del Paese le conoscenze acquisite, assumendo incarichi che vi porranno di fronte a decisioni concrete, spesso complesse, in una realtà che si contraddistingue per una complessità crescente. Penso all’intelligenza artificiale, ai temi della sicurezza cibernetica, ma prima ancora alle trasformazioni demografiche economiche e culturali che interessano le nostre comunità. La formazione che avete ricevuto costituisce sicuramente una solida base di partenza per poter operare, ma la continua evoluzione del contesto sociale, le innovazioni tecnologiche e le nuove dinamiche criminali imporranno un costante aggiornamento professionale e renderanno l’apprendimento permanente una componente essenziale della professionalità del funzionario. La sicurezza non è qualcosa di separato dagli altri diritti. Al contrario, la sicurezza rappresenta una delle condizioni che consentono ai cittadini di esercitare pienamente i propri diritti, di partecipare alla vita della comunità, di svolgere attività economiche, di costruire relazioni sociali in un contesto di fiducia e legalità. Ecco perché il lavoro della Polizia di Stato è così delicato”.
Nel suo intervento il Capo della Polizia Pisani ha ringraziato, innanzitutto, le famiglie dei Commissari per l’educazione e i valori ai quali li hanno educati, “terreno fertile sul quale è stato possibile costruire le fondamenta della loro formazione professionale”. Il Capo della Polizia ha ricordato che la scelta dei padri costituenti di affidare ad un’autorità ad ordinamento civile le funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza incide profondamente sulla nostra cultura professionale che ci rende “semplici cittadini al servizio dei cittadini” ai quali spetta applicare la legge e affermare l’ordinamento giuridico nel rispetto della dignità umana, nel dialogo e nell’ascolto dei cittadini, nell’applicazione del principio universale di uguaglianza sostanziale. Il Capo della Polizia si è soffermato, poi, sulla complessità dell’attuale momento storico nel quale lo scenario internazionale è instabile e ciò ha riflessi sulla sicurezza interna e sull’ordine pubblico. Queste criticità impongono di essere al passo con i tempi – ha affermato Pisani – e di essere profondi conoscitori della realtà sociale e dell’evoluzione della tecnologia e dell’informazione, senza avere paura delle difficoltà e di sbagliare, con il coraggio di decidere, di assumersi responsabilità. Il Capo della Polizia ha esortato i Commissari “futuro dell’Amministrazione” a “essere portatori di idee, di nuove soluzioni organizzative, di nuovi modelli operativi.” Pisani ha ricordando il sacrificio e l’esempio dei 2555 caduti della Polizia di Stato, che hanno difeso la Repubblica e le Istituzioni democratiche, che hanno resistito alla mafia, al terrorismo, alle stragi. Ha concluso il suo intervento affermando che “l’esercizio delle funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza richiede equilibrio e responsabilità, tra esercizio di poteri e rispetto dei diritti e delle libertà”, un compito difficile, che si può affrontare con un solo strumento: la passione.
Alla cerimonia hanno assistito anche i familiari dei giovani Commissari, che hanno condiviso l’emozione dell’indimenticabile momento del tradizionale “Lo giuro”, pronunciato all’unisono davanti alla Bandiera della Scuola Superiore di Polizia. Al termine della cerimonia, la Banda musicale della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Maurizio Billi, si è esibita in concerto. Per ricordare chi ha sacrificato la vita al servizio dello Stato, anche quest’anno, per la cerimonia di giuramento, è stata esposta la teca con i resti della “Quarto Savona Quindici”, l’auto su cui viaggiavano Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo il giorno della strage di Capaci. Un simbolo che testimonia il coraggio di giovani poliziotti che hanno dato la vita per difendere le istituzioni democratiche. All’ingresso dell’auditorium, è stata esposta anche l’Alfetta 1.8 su cui furono uccisi i poliziotti Rivera, Iozzino e Zizzi mentre erano di scorta ad Aldo Moro, nel giorno della strage di via Fani, a Roma, nel 1978.
L’iter formativo dei Commissari è arricchito dal conseguimento, quest’anno, del Master universitario di secondo livello in “Organizzazione, Management pubblico e Leadership nella Pubblica Sicurezza”. Nei giorni scorsi, nell’Aula Magna della LUISS “Guido Carli”, alla presenza del Capo della Polizia Vittorio Pisani e del Rettore Paolo Boccardelli, i funzionari della Polizia di Stato hanno ricevuto gli attestati finali e partecipato alla lectio magistralis del professor Gaetano Quagliarello dedicata agli ottant’anni della Repubblica. Il percorso formativo della LUISS School of Government ha consentito ai Commissari di consolidare competenze manageriali e gestionali, affrontando tematiche quali il management pubblico, gli scenari geopolitici internazionali, l’etica pubblica e l’innovazione tecnologica applicata alla sicurezza, garantendo ai futuri dirigenti della Polizia di Stato gli strumenti necessari per svolgere al meglio le proprie funzioni al servizio della collettività.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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