Il Buongiorno Dell’Amico. I camici grigi dentro l’imbuto formativo

Buongiorno da News-24.it

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Buongiorno, non scrivo quanto segue perché sono un padre protettivo, spazzaneve, in quanto mia figlia, a 35 anni compiuti, credo si sappia difendere adeguatamente, anche se un mondo in formato maschilista è sempre in agguato su di lei. Non ho scritto al governatore Eugenio Giani ed al mio consigliere regionale di riferimento territoriale a Massa, pro domo o filia mea, specializzanda di Medicina del Lavoro a Pisa. La questione è esplosa in me quando, già afflitto da senso di colpa, simile a sindrome di Crono (ovvero chi mangia non i propri figli, ma il loro futuro), ho scoperto, con esperienza da ex funzionario amministrativo ASL ed esperto in contratti, in quanto ex dirigente sindacale Federazione Provinciale CGIL, che esisteva in Italia un nuovo mostro chiamato: imbuto formativo. Da due anni seguo la vicenda di ALS – Associazione Specializzandi in Medicina, scoprendo l’orribile realtà ed ingiustizia per cui, chi si laurea in Medicina, per poter avere un domani, ricomincia a fare lo studente in media 4 anni, partecipando alla  lotteria, chiamata concorso nazionale per borse di specializzazione.

E’ stupefacente che, pur con il numero chiuso per iscriversi a Medicina, per ogni laureato, non è previsto un pari numero di borse! Quindi, al termine del Concorso, 10-15 mila medici, abilitati alla professione, iscritti all’Ordine dei Medici e paganti l’iscrizione, si ritrovano senza arte né parte, ovvero possono fare solo sostituzioni di Guardia Medica. Non stupisca che allora vi sia una fuga di cervelli all’estero di questi camici bianchi, tristemente ingrigiti.

Causa pandemia, i medici specializzandi che si prodigano in prima linea nella campagna di vaccinazione anti-coronavirus, anche in Toscana, vengono ripagati con 4 crediti formativi (CFU). Mi è montata somma indignazione ed ho proposto, nella Toscana, a cui sono orgoglioso di appartenere,  se non altro in memoria del Granduca Leopoldo che per primo al mondo abolì la pena di morte, al neo Presidente Giani, di farsi carico di un’iniziativa legislativa che preveda la corresponsione di un congruo bonus vaccini ai medici specializzandi. Ma non solo, a livello di Conferenza Stato-Regioni, che si faccia promotore di un finanziamento ad hoc, onde far cessare quella che considero una vergogna nazionale, ovvero macelleria sociale di una parte della migliore gioventù, nel novero del Recovery Fund o il MES sanitario, di un numero di borse di specializzazione medica, suppletive, sino ad esaurimento del numero dei “giovani medici dai capelli grigi” rimasti, professionalmente, “fuori di casa e di bottega”.

Mi batterò strenuamente, con lo spirito battagliero di un tardo sessantottardo, per una questione di civiltà giuridica e sanitaria, avendo adottato come  miei figli tutti questi giovani professionisti.

Come sosteneva Don Milani ” Nulla è più ingiusto che far parti uguali fra disuguali”.
Addì 16 gennaio 2021 io chioso: “Nulla è più ingiusto di pagare diversamente, chi fa lo stesso lavoro“.


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