Il Buongiorno Dell’Amico. In nome di mio padre

Il progetto di un viaggio australe

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Evandro Dell'Amico

Buongiorno lettori, oggi giungo a voi più con un buonasera che con buongiorno, questo a causa di alcuni problemi tecnici che ne hanno impedito la pubblicazione consueta del mattino.

Con la legge 23 novembre 2012, n. 222 è stata istituita la “Giornata dellUnità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera” da celebrarsi il 17 marzo di ogni anno, nel giorno della proclamazione dellUnità d’Italia, nel 1861.

Il 18 marzo 2021 in Italia è stata la Giornata Nazionale in ricordo delle vittime del coronavirus. Questa commemorazione è per me motivo di grande dolore per le 103.000 vittime mietute in un anno dal covid. In questa lista ferale ho dovuto contare molti miei amici e compagni di lotte. Non c’è stato giorno in cui non ho pensato se e quando sarebbe potuto toccare a me lasciare questo mondo e gli affetti più cari. Non c’è stato giorno in cui, ho cercato di lottare contro la ciurma di ascientifici negazionisti del coronavirus, no vax e no mask che hanno protestato in piazza, anche violentemente ed hanno dilagato sui social con il loro farneticante ritornello che il covid-19 non esiste e che si trattava “poco più di una banale influenza” di cui muoiono vecchi decrepiti predestinati. Non mi sento protetto dall’ Europa che ha trattato l’acquisto di vaccini anti coronavirus con servile pronazione alle multinazionali del farmaco; non mi sento protetto in Italia da nessun governo nazionale e regionale, avendo questi lasciato a piede libero untori farneticanti negazionisti e che procede a pezzi e bocconi con le vaccinazioni. Non mi sento protetto da nessun partito politico che alla ricerca di una linea di fermezza contro la tragica pandemia, ha fatto prevalere calcoli di bottega elettorale ai fini del consenso di singole categorie economiche. Per i motivi esposti, di fronte ad una realtà così amara, non perdo la speranza, mi rifugio nello studio della storia, leggo poesie ed ascolto musica, autoconsegnandomi in casa, aspettando la morte o tempi migliori.

E in questo stato semi onirico, oggi  in cui si celebra la Festa del Papà, in Italia e nei Paesi a tradizione cattolica, secondo la credenza popolare che il 19 marzo coincide con la data di morte di San Giuseppe, padre putativo di Gesù considerato simbolo della figura paterna, da “maledetto toscano” festeggerò mio babbo che in dialetto carrarino si dice me pa’. Ovvero Bruno Dell’Amico, nato a Carrara il 27 luglio 1920 ed ivi morto il 1° maggio 1998. Dedicherò a lui il mio “last dream” : tornare tra il 2022/2023 in Australia. Ho annunciato il 17 marzo u.s, sui miei canali social la notizia di un mio nuovo percorso di condivisione di memorie. Nel post ho ringraziato il Prof. Riccardo Canesi di Carrara, ex deputato della Repubblica Italiana, docente di geografia in pensione, ecologista della prima ora che mi ha segnalato un articolo “L’australiana che fa rivivere il passato dei soldati italiani” della giornalista del Corriere della Sera, Amelia Esposito. Nel detto pezzo l’autrice esprime il giusto riconoscimento e dà visibilità all’opera di ricerca di Joanne Tapiolas, docente in pensione di Townsville in Queensland che, negli ultimi anni, ha dedicato la sua opera appassionata alla ricerca di documenti tratti dall’archivio del governo australiano, facendo riemergere footstep (tracce) della storia di POW italiani in Australia (prigionieri degli inglesi nella 2^ G.M., tra cui quella di Giovambattista Esposito, detto “Titta”). Avevo preso contatti con Joanne Tapiolas ad inizio febbraio 2021, grazie ad un breve scambio di messaggi con Francesca Maffietti di Milano che si era messa alla ricerca  dei miei due libri “L’uomo tornato da lontano “ ed “Il viaggio australe” che narrano la lunga prigionia di mio padre. Militare carrista, catturato in in Libia il 7 febbraio 1941 dagli inglesi,  POW in Egitto e poi in Australia, nel New South Wales, precipuamente a Cowra, dal dicembre 1941 al dicembre 1946.

A seguire vi è stato uno scambio telematico delle mie opere, editi a cura del Consiglio Regionale della Toscana, con Fabrizio Senici, di Brescia, autore del libro “P.O.W. n. 48664 – Prisoner of war”, ed. 2019. Ho ripreso nel frattempo contatti con Enrico Vannucci, di Viareggio, che ha scritto il libro “Bocco…mio padre”. La vita del noto carrista (che passò la prigionia assieme a mio padre). Della fitta corrispondenza con Joanne Tapiolas ho messo al corrente anche Harvey Nicholson, Vice Presidente della Cowra Breakout Association, invitandoli a correlarsi tra loro. Questi eventi, mi hanno dato l’ispirazione per un nuovo libro, ove narrerò l’elaborazione di un secondo viaggio australe (coronavirus permettendo).

Il progetto prevede la consegna dei cimeli di prigionia di mio padre, il suo copioso epistolario (ed i filmati opera del suo ingegno da cineasta) da conferire presso il Memoriale di Guerra Australiano di Canberra o in altro sito museale idoneo. Intendo coinvolgere nella missione tutti coloro che credono ancora ai sogni. Ho già inviato segnali alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, alla Fondazione Marmo a proposito di un dono particolare che intenderei recare a Cowra.

 

Ho già avvisato mia moglie, figli, mia sorella Lia e parenti, di tenersi pronte le valigie per chi vorrà/potrà seguirmi. Ho già allertato anche amici vecchi e nuovi (che hanno già assentito), il Prof. Giancarlo Tassinari, medico, docente dell’Università di Verona, già protagonista del primo viaggio australe ed il Prof. Riccardo Canesi, ex parlamentare dei Verdi, ecologista ed ex docente di geografia presso Istituto “Domenico Zaccagna” di Carrara. Già stato avvisato anche il Consigliere Regionale della Toscana Giacomo Bugliani, per cui nutro stima politica ed umana.

Ad maiora miei cari lettori!


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