FORMIA – Il Consiglio di Stato respinge l’appello cautelare proposto dal ricorso presentato dalla Csa di Castelforte contro la decisione del Tar di Latina. Tutto nasceva dalla decisione della Formia Rifiuti Zero di portare i propri rifiuti in altro impianto perché quello della Csa non disponeva del trattamento biologico.

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare avanzato dalla società che si occupa di servizio d’igiene urbana, Csa di Castelforte. Il ricorso chiedeva l’annullamento dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, la numero 00055/2024.

Secondo i giudici della sezione quarta di Palazzo Spada, “non emergono elementi sufficienti per discostarsi dall’assetto cautelare definito dal T.a.r nell’ordinanza impugnata; considerato, in particolare, che, impregiudicata la definizione nel merito della vicenda processuale, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, appare prioritario quello teso alla salvaguardia dell’interesse pubblico a garantire la continuità del servizio di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti indifferenziati nei Comuni di Formia e Ventotene”.

Condannata la Csa a rifondere le spese di lite che liquida in 2mila euro in favore della Regione Lazio, di Frz S.r.l. e di Saf s.p.a.
Nel frattempo però la Csa di Castelforte ha realizzato le biocelle per il trattamento biologico e ci sarà da capire che quantità di rifiuti potrà trattare in futuro e con quali tempistiche.


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